.::Arian Alarch::.
Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
maggio 15 2008
In fondo eri contentissima quando guardando Amsterdam non ti importava
Così parlò Calibano alle |
13:55 | commenti (18)
maggio 12 2008
gli uccelli nell'aria perdono l'ali quando passa Nuvolari! stanotte ho sognato la mia prima gara, ed è stata una competizione davvero durissima, incredibile, quasi indescrivibile nella sua spietatezza.
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10:33 | commenti (14)
maggio 7 2008
corre se piove, corre dentro al sole il mondo di oggi è ormai fondato sulla velocità, il tempo sta avendo ragione dello spazio, una continua ricerca alla conquista del modo più rapido di giungere ad un traguardo.
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14:04 | commenti (16)
maggio 2 2008
bella che così fiera vai il diavolo ha il potere di assumere un aspetto piacevole, e forse a causa della mia debolezza e della mia malinconia, dal momento che egli esercita un grande potere su chi si trova in questo stato, mi inganna per condurmi alla dannazione...
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14:24 | commenti (18)
aprile 28 2008
nominato da dafnefairy quest'oggi vi dovrete sorbire un bell'elenco di sei cose che amo di più, per la verità non basterebbe probabilmente un elenco di cento, ma vedrò di condensarne almeno alcune.
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12:36 | commenti (18)
aprile 24 2008
giro senza la pistola aspettando godot.
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13:47 | commenti (14)
aprile 22 2008
mi ricolllego al precedente post, e così torno a dilettarmi sullo scrivere.
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11:21 | commenti (14)
aprile 18 2008
la mia ombra e l’unica che cammina accanto a me periodicamente, da diversi anni mi capita di sognare, pensare e riflettere davvero sull'eventualità di provare seriamente a scrivere un libro.
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13:40 | commenti (13)
aprile 16 2008
adesso basta, la misura è colma.
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13:32 | commenti (17)
aprile 12 2008
i walk this empty street mi capita spesso di recente di sognare città, città strane, imperscrutabili che crescono e si dilatano nel sogno come caseggiati immensi di simcity.
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14:36 | commenti (17)
aprile 8 2008
io sono curioso, estremamente, voracemente e incessantemente curioso, e questo mi ha sempre condotto a provare, assaggiare tutto (o quasi) della vita, e spesso a perseverare, perchè non sempre le prime volte sono il massimo, ma se non sei abbastanza curioso da riprovare rischi di lasciarti sfuggire i migliori piaceri della vita..
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18:57 | commenti (21)
aprile 7 2008
"suppongo che il sognatore sembri sempre ridicolo a chi per sentire il profumo di un fiore debba tenerlo in mano"
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11:51 | commenti (9)
aprile 3 2008
ho perso le parole e sono di nuovo qui a parlare di parole (bella ripetizione), perchè in fondo noi viviamo davvero di parole, dei loro significati (più o meno evidenti, più o meno reconditi) e soprattutto di quelli che attribuiamo loro nelle varie situazioni.
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13:43 | commenti (7)
marzo 31 2008
ho perso le parole questo luogo, come molti altri nella vita, vive esclusivamente di parole, sono la sua essenza e la sua stessa ragione di essere, le parole e ciò che esprimono, quello che rappresentano e dicono.
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11:17 | commenti (9)
marzo 25 2008
mi capita a volte, come oggi, in cerca di un idea, un pensiero da cui partire, di rimettermi a leggere cose vecchie, anche di mesi o anni, ed è qualcosa di davvero incredibile, e chiunque abbia un blog, lo comprende certamente.
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14:00 | commenti (14)
marzo 21 2008
ed eccoci giungere a pasqua, e naturalmente faccio i miei auguri a tutti voi che con mia immensa gioia passate sempre di qui, regalandomi in fondo momenti di piacere e serenità quotidiani, quindi un bacio a tutti voi, persino agli eventuali uomini, massì che è pasqua e festeggiamo.
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13:53 | commenti (8)
marzo 17 2008
onda, su onda, il mare mi porterà oggi mi ritrovo a pensare al mare, visto che l'ho sognato nuovamente questa notte, ed è certo uno dei miei sogni più ricorrenti, anche se in veritàquasi sempre differente nel contenuto.
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10:33 | commenti (10)
marzo 12 2008
spesso non ci si sofferma abbastanza ad osservare i colori, la loro essenza, ciò che per la mente rappresentano, noi li identifichiamo con un nome, ma come diceva giulietta cos'è un nome? una rosa profumerebbe meno se la si identificasse con un altro nome?
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13:31 | commenti (5)
marzo 8 2008
ed eccoci giunti ancora all'otto marzo, già rinomato come festa della donna.
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10:35 | commenti (6)
febbraio 28 2008
le discese ardite ed ecco che alice continua a tormentare la mia esistenza, ormai è nuovamente più di una settimana che l'adsl è tristemente defunta a casa, isolandomi quindi in maniera proditoria dal mondo virtuale, e per fortuna che faccio qualche capatina rapida ogni tanto dal negozio.
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18:37 | commenti (17)
febbraio 20 2008
io vorrei... non vorrei... ma se vuoi.. io desidero.
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14:01 | commenti (11)
febbraio 14 2008
perchè io senza di te suvvia brindiamo, oggi è san valentino, l'associazione commercianti e fiorai l'hanno fatto diventare la cosiddetta festa del regalo tra cosiddetti innamorati, in realtà chi è innamorato davvero non perde mai occasione per scambiarsi regali, che siano pensieri, baci, abbracci inaspettati o anche piccoli e grandi doni più o meno inutili ma sempre ricevuti e donati con il piacere negli occhi, e tutto questo a prescindere dalla giornata in cui avviene.
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13:25 | commenti (7)
febbraio 12 2008
e finalmente riecco la vituperata alice tornare a funzionare, la vituperata telecom ha risolto il problema adsl a casa, in effetti ben due settimane per riuscire a capire che dovevo semplicemente cambiare la presa telefonica perchè avevano disattivato quella che usavo con la vecchia adsl è un tempo direi più che accettabile, li possino!
Così parlò Calibano alle |
14:16 | commenti (9)
gennaio 30 2008
faccio una brevissima apparizione qui dal negozio (il lavoro non mi consente molto di più in questi giorni), purtroppo ho avuto la malaugurata idea di upgradare la cara alice, a casa, passando alla nuova fiammante wifi a 20 megabau, e la tremenda suddetta alice ha quindi deciso di inoltrarsi nel paese delle meraviglie, lasciando il mio pcasalingo solo soletto e senza la possibilità di unirsi ai milioni di altri suoi simili nel grande mondo virtuale della rete.
Così parlò Calibano alle |
18:37 | commenti (16)
gennaio 22 2008
nel mezzo del cammin della mia vita ahi quanto a dir come mi sento è cosa dura tant'è amara che poco è più morte; ed eccomi così giunto anche ai 42...
Così parlò Calibano alle |
00:36 | commenti (27)
gennaio 19 2008
oggi mi sento preda di strane sensazioni, pensieri.
Così parlò Calibano alle |
14:41 | commenti (16)
gennaio 16 2008
sono circondato da altissime mura, forti, incombenti, che si aprono in stretti, infiniti corridoi, misteriose curve e minacciose svolte e nicchie.
Così parlò Calibano alle |
11:05 | commenti (19)
gennaio 12 2008
io senza di te mi lascio cadere periodicamente mi capita di pensare al tempo, anche perchè in fondo è il fuoco dentro al quale bruciamo.
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17:36 | commenti (16)
gennaio 6 2008
perchè io senza di te ed è finalmente tornata la neve questa settimana.
Così parlò Calibano alle |
10:14 | commenti (19)
dicembre 30 2007
e così volge al termine anche questo 2007, e pensare che mi sembra ieri quando il 2000 sembrava quasi un traguardo incredibile.
Così parlò Calibano alle |
11:07 | commenti (27)
perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?
della pioggia che cadeva…
spero però che, nonostante la pioggia mi piaccia abbastanza, domenica, e nei giorni successivi ad amsterdam non piova.
già che finalmente mi prendo quattro giorni di ferie, per visitare una nuova città, e godere senza dubbio dell'estrema bellezza dei numerosi rembrant, vermeer e van gogh, per non parlare dei canali e del resto della città.
ma alla fine tra le varie arti quella che senza dubbio mi affascina di più resta la pittura, ed essendo i fiamminghi tra i miei pittori preferiti, con gli impressionisti sarà indubbiamente una grande emozione.
certo mi diletterò anche nell'assaggio delle molteplici birre olandesi e della cucina locale (anche se temo non sarà così entusiasmante).
perchè una delle cose che adoro viaggiando è gustare nuovi sapori, nuove espressioni culinarie cui rubare idee per la mia cucina, che tende sempre più verso lo stile fusion.
invece penso proprio che salterò i famosi coffe shop, perchè tendenzialmente io dico sempre no alla droga...
così si abbassano i prezzi...
quando corre Nuvolari mette paura.
perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura
una corsa folle, con certe salite incredibili e la fatica che annebbiava l'anima, eppure dovevo arrivare primo, il premio era solo per il vincitore.
ed io ero fortunatamente partito in testa, ma li sentivo dietro e intorno a me, tutti gli altri che facevano di tutto per raggiungermi, superarmi e battermi sul finale.
eppure io resistevo, senza saper più nemmeno da dove traevo nuove energie, nuova forza dentro di me e continuavo a rimanere in testa, e via così, sempre tallonato ma sempre primo.
in uno sforzo immane fino in vista del traguardo, sempre più vicino, sempre di più finchè sono arrivato e mi sono gettato tra le braccia della vittoria.
primo, il primo.
primo tra migliaia, forse milioni.
ancora adesso mi sembra di percepire l'emozione, la gioia, l'intima profonda e ineguagliabile soddisfazione.
e se tu che leggi, a volte ti senti inutile, depresso o perdente, ricorda...
un tempo sei stato anche tu il più veloce e vittorioso spermatozoo del gruppo...
tre più tre per lui fa sempre sette
con l' "alfa" rossa fa quello che vuole
dentro al fuoco di cento saette!
come fossimo tutti delle piccole ferrari, seppur poche guidare da un adeguato schumacher, sfrecciamo rapidi mentre lo spazio intorno a noi quasi si deforma per la rapidità con cui lo consumiamo.
un tempo lo spazio era qualcosa di incredibile, quasi infinito, ora in poche ore si gira il mondo, spesso senza vederlo davvero.
così ci si affanna inseguendo la velocità, in tutto ormai, dal movimento al piacere, al relazionarsi e persino nel mangiare, con questa follia del fastfood, morte della gola, intesa come peccato di sommo piacere.
la velocità è come una linea retta, ci impone di pensare sempre al percorso più breve, rapido e diretto, quasi che ogni altra via, magari costellata di salite, discese, curve e misteri divenga obsoleta e evitabile.
e questo avviene in tutto, perdendo così il piacere del gioco, della lentezza, dell'assaporare ogni sfumatura, cogliere ogni differente punto di vista e scoprire il reale senso profondo delle cose.
perchè a volte la lentezza è fantasia, concede spazio all'elaborazione, alla coscienza, al pensiero.
nel mondo odierno manca ormai il ritmo, un ritmo lento, profondo, come un valzer viennese, un ritmo che sa di corteggiamento, che profuma di sogno, di sguardi perduti, di lenta immortalità dell'essere.
e poi non va mai dimenticato che non è la velocità o la misura del trattore che conta...
ma quanto tempo trascorri ad arare il campo...
non lo rimpiangerai
cogli la prima mela, cogli la prima mela
cogli la prima mela... ah!
certo è che a volte mi ritrovo profondamente in queste parole di amleto, però poi mi chiedo, ma è davvero così tremendo l'inferno?
o l'essere dannati?
o è peggio il non aver mai compreso quali siano gli infiniti sapori delle cose?
non aver succhiato il midollo stesso della vita?
perchè forse la vita è davvero solo un gioco della follia, e il solo modo di godere dell'eterna giovinezza è essere fatui, allegri, dissennati, e guardarsi da ogni rapporto con la saggezza.
perchè se il senso della vita per il buon oscar (wilde) era dire l'incredibile e fare l'improbabile, credo proprio che vorrei attenermi strettamente al suo pensiero.
quindi non rinunciare affatto ai frutti, neppure quelli proibiti, anzi assaporarli e gustarli senz alimiti.
che poi pare che eva alla fine si mangiò la mela proibita...
perchè adamo non le dava mai la banana...
1) mi piace davvero molto leggere, e ho gusti molto vari, che spaziano dal signore degli anelli, a shakespeare (lo adoro) ai libri di fantozzi di villaggio, alla poesia (impazzisco per neruda, withman, baudelaire, poe...) alla filosofia classica e moderna, all'horror gotico, il fantasy la fantascienza, per finire con de sade.
perchè come scrive thoureau: quanti uomini hanno datato l'inizio di una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro.
eppure sono sempre attento a scegliere un nuovo libro, e controllo sempre ci sia in fondo l'indice...
perchè il libro senza indice non si può mettere le dita nel naso...
2 ) mi piace davvero moltissimo cucinare, sperimentando, inventando e miscelando sapori e stili, credo, modestia a parte, proprio di essere un buon cuoco, e un mio perenne, irrealizzabile sogno è da sempre quello di avere una piccola vineria o simile, mia.
e credo che cucinare sia come fare l'amore, dovrebbe essere fatto o in totale abbandono o non fatto per niente, e soprattutto condiviso con passione con le persone per cui si cucina.
per esempio l'altro giorno ho cucinato le pappardelle al cinghiale...
e lui se l'è mangiate tutte...
3) amo indulgere profondamente e visceralmente nel cosiddetto "peccato", e se l'inferno cristiano esiste davvero mi si potrà senza dubbio trovare nel girone dei lussuriosi (peraltro credo in ottima compagnia) e credo veramente che nessun limite si debba porre allla ricerca e conquista del piacere assoluto e all'esperienza amorosa (o quasi nessuno), e adoro anche certe forti emozioni che molti reputano perversione.
e poi io pecco non per perversità, ma per quell'aspetto del mio carattere che ama morbosamente il piacere.
che poi c'è una grande differenza tra lussuria e peccato, lussuria è quando lo metti...
peccato quando lo togli...
4) mi piace molto bere, naturalmente bere bene, soprattutto i vini rossi invecchiati (barbaresco, nebbiolo, barolo, brunello, sassicaia, syrah, nero d'avola, per non parlare dei grand crus francesi) e i passiti (sauternes, pantelleria, chambave, recioto), mi piacciono poi molto le birre, soprattutto al malto e ad alta gradazione (posso passare da tranquillo a tremendamente arrapato in due birre e mezza), i coktail (negroni e margarita su tutti) e certi liquori (rum invecchiato da bersi alla caraibica, tequila, vodka, cognac, porto)
perchè è assodato che nel vino c'è la saggezza, nella birra c'è la forza, nell'acqua ci sono i batteri...
5) mi piace davvero moltissimo viaggiare, scoprire nuovi luoghi, nuovi stili di vita, nuovi profumi e sapori:
ho per mia fortuna visitato innumerevoli luoghi, nella mia vita.
stati uniti, haway comprese, messico, caraibi, brasile, marocco, egitto, thailandia, indonesia, hong kong, e poi molta europa, francia, inghilterra, spagna, rep ceka, svizzera, portogallo, grecia, belgio, per non parlare delle molte splendide città italiane, che meritano infinitamente tutte, e perdipiù tornerei quasi ovunque, e vorrei tanto poter vedere tutto il resto.
e in anni di viaggio ho imparato alcune verità assolute, per esempio se nel corridoio del vostro albergo ci sono due bambine gemelle che vi guardano fisse...
andatevene...
6) adoro giocare, a tutto e sempre, dai giochi da tavolo, ai più assurdi giochilli inventati tra amici, alle carte, ai giochi elettronici per pc (ci spendo cifre esorbitanti) e soprattutto mi dedico da moltissimo ai giochi di ruolo, ho iniziato da ragazzino con il primo dungeons and dragons acquistato in anteprima in america e ancora da pubblicare in italia, e praticamente non ho mai smesso, anche se recentemente gioco più che altro a "vampiri".
perchè spesso mi marzullo da solo e mi domando, ma la vita è un gioco o giocare aiuta a vivere meglio?
io per non rischiare continuo a giocare (anche se quando si gioca o si scherza si dev'essere seri, come diceva il marchese del grillo)...
e poi in fondo un passatempo ci vuole sempre e comunque, e infatti in italia ormai un italiano su tre ha l'amante...
gli altri due la playstation...
ballo esterno per il film
bella giovane pulita
beve il brodo con le dita.
non pensavo che ci fossero così tanti amatori di beckett e del suo teatro dell'assurdo.
eppure la semplice battuta finale del precedente post ha fatto emergere questo apprezzabile apprezzamento (bella come ripetizione questa).
e forse io per primo aspetto godot, sto seduto sulla mia panchina e attendo, magari aspetto declamando cazzate, ridendo, osservando chi passa e chi aspetta, chi ti lascia un cenno, un sorriso o una strizzata d'occhi e chi corre via frenetico senza nemmeno notare la panchina.
certo seduto sulla panchina si finisce per pensare a molte cose, si legge, si scrive, si ascolta e si discerne a volte a fatica tra sogno e realtà, e si ricorda, quanto si ricorda, soprattutto chi a volte si è seduto sulla panchina dicendomi:
"piacere, godot!"
eppure poi scopri che non era davvero godot, e finisci per domandarti se sia già passato senza che tu ne sia accorto, o se passerà mai.
perchè godot dice sempre che arriva domani, ma il domani giunge, passa e godot?
arriva domani.
certo io aspetto godot anche perché mi piace attendere, e nel frattempo vivere, attendere in fondo non significa stare con le mani in mano.
se un’attesa è gustata, assaporata pienamente è senza dubbio una delizia, ma occorre però che giunga prima o poi a compimento.
certo è che non sappiamo chi o cosa sia veramente godot, potrebbe essere un concetto, come la felicità, un pensiero, una persona vera, o forse godot è il nostro personale joe black, che attende tutti alla fine, e nel caso spero attenda ancora parecchiotto prima di farsi finalmente vedere.
e persino a volte, mi viene da pensare e se fossi io invece godot?
perduto nelle mie fantasie e pensieri mentre sono lungamente atteso su una panchina?
nel qual caso avrei solo una cosa da dire, che poi è la stessa cosa che disse l'ultimo dei moicani...
aspettatemi!!
perchè io scrivo, bella forza penserete, siete qui a leggere, è che spesso mi chiedo perchè.
perchè scrivo? cosa scrivo?
probabilmente alla fine scrivo fondamentalmente per me, per dare materia ai miei pensieri.
per contraddirmi, sia riscrivendo sia leggendomi, ma in fondo certo che mi contraddico, sono grande, contengo moltitudini.
e poi scrivo sicuramente per soddisfare la mia vanità, l'ego, quella intima segreta sensazione che immagino chiunque abbia dentro di se, di essere quasi perennemente convinti della propria unicità, di essere meravigliosi (anche se, senza qualcuno che ogni tanto te lo dica guardandoti negli, occhi finisci a volte per non crederlo più).
e poi scrivo anche per fissare emozioni, per legarle alla sostanza, per impedire loro di sfuggirmi per scrasa memoria, o per troppa o troppo poca abitudine.
peraltro scrivo anche per i commenti, vero nettare per il mio ego, mai veramente sazio del parlare di me (e quindi di se).
e qui, in questo nero, piccolissimo angolo di universo sono un io che altrove spesso non c'è, divorato da una quotidianità spesso talmente rapida e incalzante da divenire effimera.
perchè qui in fondo riesco a sfilare quelle maschere che spesso si alternano sul pensiero, sul volto nelle quotidiane vicessitudini, e indosso quella con la mia immagine precisa (non parlo certo della foto orribile presente qui, e che prima o poi mi deciderò a sostituire).
e quindi scrivo, recito me stesso nel mio piccolo personale palco, davanti ad un pubblico spesso invisibile, a volte silente, che non conosce copione, ma che a volte ne diviene più o meno inconsapevolmente coprotagonista.
e finito di scrivere aspetto l'applauso, o il fischio, o anche qualche tragico pezzetto di verdura scagliato dal buio della sala.
certo è che alla fine, il più importante e assiduo tra gli spettatori è quel tipo sempre in prima fila, con la mia faccia, i miei vestiti, sempre attento, prodigo di applausi e dei fischi più maligni, e immensamente curioso di vedere come finirà lo spettacolo.
senza contare che in fondo come attore ho anche una certa esperienza...
una volta ho pure recitato in "aspettando godot"...
facevo la parte di godot...
il mio profondo cuore è l’unica cosa che batte
qualche volta desidero che qualcuno là fuori mi trovi
fino a quel momento camminerò da solo
certo è molto simile come idea a quelle che di solito saltano fuori durante certe cene tra amici, in genere dopo che le bottiglie di vino hanno superato in numero almeno la metà dei commensali, quando si inizia a caricarsi a vicenda sull'ipotesi di aprire un locale ai caraibi o altre folli iniziative del genere.
certo rimane sempre il non piccolo problema di quando scrivere, certo potrei vendere i negozi e ritirarmi in un eremo a scrivere, ma se poi non partorisco altro che post da blog?
temo che sarebbe dura farvi pagare per poter leggere qui, e anche fosse, la scarsa media di affezionati (e meravigliosi naturalmente) visitatori non credo potrebbe garantire quel minimo di reddito da sopravvivenza, anche perchè a certe mie costosette e deliziosamente superflue abitudini rinuncerei veramente di malagrazia.
però ho già vagliato più volte almeno una ventia di possibili trame, e non meno di cinque generi letterari totalmente differenti uno dall'altro.
poi ci sarebbe il dilemma di cosa scegliere tra le molteplici (ed estremamente differenti tra loro) idee che sistematicamente affollano la mia mente di pseudoscrittore.
ma chissà, prima o poi magari riuscirò veramente a trovare tempo e ispirazione per un vero inizio, per andare oltre i semplici racconti partoriti finora, e che potete sempre trovare linkati qui accanto.
nel frattempo continuerò a dedicarmi al mio caro adorato blog e ai suoi pochi ma ottimi lettori, con qualche rara ma ispirata variante nel racconto, sperando di avere sempre almeno un minimo di lettori.
anche perchè sarebbe troppo facile fare come nella bibbia...
dove l'autore del libro è anche l'autore degli stessi lettori...
oggi ho di nuovo trovato nella posta ben tre mail di rispettabilissime (dicono loro) società statunitensi che mi propongono nuove, economiche ed innovative soluzioni per aumentare la misura e la dimensione della mia attrezzatura di piacere, amichevolmente detta "batacchio".
ci sono quindi due cose che vorrei urgentemente sapere.
uno! chi ha diffuso nella rete la voce (peraltro falsa e tendenziosa) che il suddetto batacchio non sia di dimensioni regolamentari e adeguate, e pertanto pienamente attrezzato per l'uso cui viene (e la parola non è scelta a caso) abitualmente (si fa per dire abitualmente, viste le sue ormai annose lamentele) destinato.
e pure Lui tiene a precisare di essere rimasto oltremodo offeso e minaccia persino di esporre pubblicamente sue foto onde fugare ogni sospetto.
due! come mai se questa voce incontrollata è ormai dominio pubblico nel web, ci sono sempre un numero ancora maggiore di mail ogni giorno, di donne sconosciute, dai nomi più curiosi, a volte persino millantanti passate conoscenze, che seppur generalmente nella lingua di albione, mi contattano promettendo meraviglie se solo mi deciderò di addentrarmi nei loro siti internet o chiamarle a curiosi numeri telefonici internazionali.
beh, a tutte queste apparentemente distinte persone e società, parafrasando un caro (si fa per dire) vecchio ex presidente della repubblica, rispondo con un bel:
non ci sto!
anche se poi in fondo, queste società di calunniatori mi hanno fatto venire un piccolo dubbio..
come sarà che l'ultima volta in cui ho mangiato ostriche (che oltre tutto sono pure afrodisiache) delle nove che ho mangiato hanno poi fatto effetto solo sei ?
on the boulevard of broken dreams
where the city sleeps
and I'm the only one and I walk alone
a volte sono metropoli oscure, piovose e umide, così simili ai meandri di blade runner, dove io, forestiero, mi aggiro come perduto, anche se sembra sempre di avere in realtà una meta, un luogo da raggiungere.
a volte così chiare e luminose da far male agli occhi, e capita che la luce nasconda molto di più di ciò che cela il buio in altre.
e ogni qualvolta incontro creature femminili, e mi ritrovo come dubbioso, incerto tra due donne, ne giunge sempre una terza.
città dove le molte donne hanno denti bianchissimi e un sorriso ironico e sensuale, e soprattutto mi guardano sempre dritto negli occhi, sempre lì, nel profondo della pupilla, come potessero leggere ogni cosa nascosta nelle profondità dell'anima...
città dei molteplici scambi, fatte di racconti sussurrati reciprocamente all'orecchio, o a volte urlati alla folla lungo neri viali di infinita lunghezza.
dove ci si scambia la memoria, i ricordi tra viandanti per cercare qualche frammento nuovo, una nuova emozione da cullare e stringere.
città aguzze di palazzi di vetro, costruite, edificate con fondamenta di desideri e di paure, come vere trappole per sogni, divoratrici di desideri e speranze.
città perdute e lussuriose, dove si consumano incessantemente famelici incontri, ardenti seduzioni, frenetici amplessi, disperate orge, senza che si scambi quasi mai una parola, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi per paura di vedere se stessi nello sguardo altrui.
nelle mie città dei sogni io spesso scappo, mi ritrovo a correre affannosamente, fuggo ma non so mai il perchè, nè verso dove.
certo è che faccio sogni strani...
ad esempio, ho sognato un verme battersi per farsi chiamare single e non solitario...
la prima volta che ho assaggiato un'ostrica non mi ha fatto impazzire, eppure ora apprezzo vivamente il piacere di un piatto di ostriche accompagnato da un calice di cristall.
la prima volta in cui ho fatto l'amore ero notevolmente imbranato, eppure ne ho scoperto subito le immense potenzialità e mi sono applicato il più possibile.
la prima volta che ho letto una poesia l'ho trovata una forma artistica assurda, poi ho piano piano imparato ad amarne il modo di esprimere le emozioni, la sua assoluta passionalità.
la prima volta che ho sentito una lingua tra le labbra l'ho trovata umidiccia e poco esaltante, ora credo che nulla possa valere un bacio appassionato e profondo.
la prima volta in cui ho bevuto una birra l'ho trovata amara e acquosa, adesso amo gustarne le più ricercate varianti.
la prima volta in cui ho scritto su questo blog mi sono sentito abbastanza ridicolo e pensavo sarebbe durato ben poco, e ora seppur a volte ancora ridicolo sono quasi 5 anni che passo di qui.
la prima volta in cui ho provato a stirarmi un paio di jeans, beh ho ancora la cicatrice su un braccio, ma prima o poi riproverò.
la prima volta in cui ho sofferto per amore mi son detto mai più, per fortuna ho presto mutato opinione.
la prima volta che ho pestato una merda...
ecco da quella volta non mi è proprio più venuto in mente di ripasseggiarci sopra di nuovo...
questa frase, che ho letto in un blog (davvero affascinante) mi fa riflettere sul fatto che io riesco davvero a sentire il profumo, vedere il colore, assaporare il gusto o il tatto anche solo con la mente e la fantasia.
quindi che io sia un sognatore?
in verità credo proprio di sì, ma decisamente preferisco essere un sognatore fra i più umili, immaginando quel che avverrà, piuttosto che essere signore fra coloro che non hanno sogni e desideri.
è poi innegabile che gran parte dei nostri sogni li viviamo con assai maggiore intensità della nostra esistenza da svegli, come scrise così splendidamente Dannunzio:
"quel che non fu fatto lo sognai, e tanto fu l'ardore che il sogno eguagliò l'atto."
perchè in fondo chi ha paura di sognare è destinato a morire lentamente, e non si deve mai limitare l'ardire dei sogni, perchè in realtà a volte i sogni poi si avverano.
anche perchè se non accadesse la natura non ci inciterebbe così a farne, quindi via, spazioa alla fantasia che poi in fondo non è che il sogno di Adamo, il quale poi però si destò e scoprì che era la verità.
i padri antichi del pensiero e della ragione ci dissero: penso, quindi sono.
ma la madre oscura nascosta nel nostro animo sussurra nei nostri sogni: sento, dunque posso essere libera.
e poi io sogno spesso, esageratamente, anche di giorno e ad occhi aperti perchè se rifiuti il sogno ti resta solo da masturbarti con la realtà.
ed è una realtà anche che ci sono diverse donne che vorrebbero sognare insieme ad un uomo, anche senza necessariamente andarci a letto.
occorre quindi far loro presente con decisione l'inattuabilità di questo proposito.
ma occorre anche stare attenti ai sogni, per esempio stanotte ho sognato di essere le mutande di sharon stone.
un incubo!
sempre chiuso in quel maledetto cassetto!
e vorrei che ti bastasse solo quello che ho,
io mi farò capire
anche da te,
se ascolti ben se ascolti un po'.
questo luogo poi è un concentrato di parole, perchè la parola qui regna sovrana ed è il solo mezzo di scambio tra me (con i post) e i lettori (con i commenti), anche se resta sempre la legge dell'interpretazione, perchè uno scritto in un blog è come una lettera, una comunicazione ai lettori (oltre che a se stessi), ma proprio come una lettera, nel momento in cui chiudo la busta (o qui premo pubblica post), cambia completamente, finisce di essere mia, diventa tua, quello che volevo dire io è sparito e resta solo quello che capisci tu, quello che interpreti e fai tuo del mio pensiero.
basta anche pensare al significato assunto nella storia da alcune parole di per se utili o innocenti.
come la parola lavoro, un termine significativo, ma che in una frase come "il lavoro rende liberi" (arbheit machfrei) assumeva un significato orripilante.
oppure la parola democratico, democrazia, e se penso a quella che delle due germanie che era la repubblica democratica, con i vopos che sparavano a vista e un muro invalicabile per trattenere dentro i cittadini.
se si pensa a queste cose ci si rende conto che la parola perde presto di significato, a meno che non sia chi la usa e soprattutto chi la legge a dare ad essa un senso, il proprio.
ed è incredibile come quando termino un post come questo, io mi renda conto che ho davvero tutto per essere un grande scrittore...
proprio tutto...
la carta, la penna, la scrivania...
oppure sono loro che perdono me
e quanti tipi di parole esistono, dai giochi di parole, alle mitiche e fiabesche parole magiche, che potevano schiudere mondi meravigliosi, ora tramutatesi in più prosaiche password o parole chiave, parole facili, parole difficili, parole scritte e parole dette, a volte persino solo immaginate.
è importante anche il sapore delle parole, quel gusto dolce o amaro che assumono, e che varia a seconda di come o quando le pronunciamo, le ascoltiamo, le leggiamo, le scriviamo e ce le ricordiamo.
ed è fondamentale ciò che sta dentro e dietro le parole, che devono sempre essere accompagnate dai pensieri.
le parole volano sempre in alto, ma se i pensieri restano a terra sono perdute come palloncini nel vento.
le parole senza pensiero non vanno mai in paradiso.
qunte volte si ricordano le parole esattamente con la musicalità della voce di chi le ha pronunciate, o addirittura si leggono come "sentendole" pronunciate dalla voce che desideriamo.
ora poi mentre scrivo continua a sussurrarmi nella mente la voce di Mina, che canta:
"parole, parole, paroleeeee.. soltanto parole... parole tra noi..."
E poi naturalmente c'è "la Parola" quella con la P maiuscola... che si trasmette senza nemmeno bisogno di usarle queste amate e a volte odiate parole, il cui sapore si può sentire profondamente chiudendo gli occhi, avvicinandosi sempre di più e unendo le labbra in un bacio.
che rappresenta l'istante che diventa eterno, la summa di tutto ciò di più intenso che si possa dire ad un'altra persona.
perchè se è vero che un bacio vale mille parole...
pensa scopare!...
rileggere molte emozioni, pensieri passati, e magari anche i commenti, ti riporta alla mente in modo così limpido, così intenso certi ricordi e tutte le emozioni e sentimenti ad essi legati.
ed è notevole i nquesto la capacità del blog di non farti perdere pezzi, anche importanti di vita, che altrimente avresti dimenticato e rimosso più facilmente.
e onestamente capita che io mi perda davvero nel rileggermi, anche se è certo una forma di narcisismo, ma adoro il piacere che provo nel rileggermi (o rileggere chi mi ha emozionato) e riprovare i pensieri stimolati da molte risposte e commenti.
ed è quasi incredibile quale immenso concentrato di emozioni forti, vive, vere può riuscire a condensare un blog.
resta però alla fine, dopo molta rilettura, la constatazione che oggi ho una profonda e intensa voglia di amore, di darne, riceverne, e soprattutto farne tanto...
anche perchè non sono certo come quel mio amico pigro, ma pigro, ma così pigro...
che invece di fare l'amore lo comprava già fatto...
e per degnamente festeggiare, come di consueto mi sono regalato un gigantesco uovo nocciolato lindt, la cui scioglievolezza mi allevierà da ogni pensiero o eventuale tormento per diversi giorni.
perchè sicuramente il piacere di mordicchiare, assaporare, gustare a fondo un bel pezzo di cioccolata fondente ricoperta di nocciole è secondo solo a quello di provare le stesse sensazioni con il collo, e le molteplici altre sensibilissime parti del corpo di un'eccitata e vogliosa fanciulla.
però al momento mi accontenterò dell'uovo lindt, che certamente conterrà la solita tremenda e inutile sorpresa, anche se ogni volta in cui mi trovo sul punto di spezzarlo, di schiudere quel dolce e goloso involucro, per un attimo mi chiedo sempre cosa vorrei mai veramente trovare al suo interno.
e inevitabilmente troppi pensieri si accavallano nella mente senza assumere in fondo una compiutezza precisa, troppi sogni, troppi desideri che si accalcano come anime in pena ansiose di oltrepassare l'oblio per giungere a compimento.
certo è sempre presente anche quella malefica vocina che dice che il cioccolato fa male, ingrassa, ed è solo un surrogato del piacere e della felicità.
e poi pare che la cioccolata sostituisca il sesso in molte funzioni chimiche cerebrali....
non sapevo di aver fatto sesso così tanto e così spesso...
alla deriva, in balia di una sorte
bizzarra e cattiva.
e mi ritrovo a pensare alle maree, al loro potenziale distruttivo ma anche al loro significato simbolico...
perchè in fondo passioni, emozioni, sensazioni e sentimenti sono un pò come una marea, vanno e vengono, continuamente in un flusso incessante.
e come accade con la marea, arriva sempre un'onda, a volte pigra, lunga e lenta, a volte impetuosa, spumeggiante e potente, che cancella tutti i segni sulla sabbia, rendendola nuovamente liscia, aperta. libera fino a che nuove impronte non vi resteranno impresse. fino alla successiva onda.
e come accade alla marea i sensi ed il cuore sono soggetti al movimento della luna, di un corpo celeste (a volte celestiale) che attira e respinge, attira e respinge, come in una danza rituale, che appare sempre uguale ma in realtà ogni volta assume sfumature e significati differenti.
e come la luna, al termine della marea ci si ritrova sempre soli, persi nella vastità del nero cosmo, e guidati dalla sola luce di una stella che in quel momento appare più brillante e luminosa delle altre si viene attratti verso un nuovo moto di marea.
e l'unica frase che viene in mente in quei momenti, è quella che pronunciò urlando solenne l'ultimo dei mohicani...
aspettatemi!!!
senza contare poi le infinite sfumature che il mondo ci presenta, così innumerevoli da non poter essere veramente identificate con un nome, si può al massimo andarci vicino, ma mai cogliere l'esatta sfumatura.
ricordo ancora adesso, comicamente, alcune identificazioni di colori che faceva paperino in un vecchissimo topolino, il mitico color "foglia di platano appassita ma non del tutto secca", o il fantastico "verde palude al tramonto ma non del tutto sera"!
ma come sempre sto farneticando, quello di cui volevo scrivere (almeno quando ho iniziato) era non proprio riguardo al colore in se, ma al cosiddetto "contrasto".
il contrasto è identificabile come l'incontro, l'unione intima di due tonalità differenti, che fondendosi eliminano la piattezza cromatica di una composizione, trasformandosi in qualcosa di nuovo e unico.
e io mi rendo conto in fondo di amare tremendamente i contrasti, anche perchè non sono altro che lo specchio evidente della nostra interiorità, l'essere umano vive di contrasti o contraddizioni, e queste in fondo non dovrebbero avere quella valenza negativa cui molti le associan..
perchè sì, io spesso mi contraddico, ma è perchè sono grande e contengo moltitudini in me.
in me ho numerosissimi pensieri, che come fossero colori di base mutano poi in infiniti contrasti, che perdendo la loro essenza originaria non sono più una combinazione errata o incomprensibile di pensieri, ma diventano componenti di una bellezza concreta, mutevoli e per questo ancora più unici da scoprire giorno per giorno.
tonalità diverse che si scontrano, si intersecano in una continua danza di sentimenti, un ballo di cui io ne sono felice spettatore... insieme a chi assume la desiderabile iniziativa di colgiere un biglietto virtuale e assistere allo spettacolo.
e così i miei colori, blu e oro, nero, rosso e argento mutano fuori e dentro di me, come fossero anche loro umani, viventi di propria esistenza e io imparo ogni giorno a convivere con loro, splendidamente umano nelle mie contraddizioni, senza le quali, risuleterei in fondo piatto e monotono.
e la seta dei pensieri, il mio velluto delle emozioni diventa infinito, multicolore.
e lo amo sempre di più.
qualcuno forse ora si chiederà se non penso un pò troppo...
ma in fondo pensare è importante, è ciò che distingue l'uomo dalle lenticchie...
certo non ho mai amato le feste commerciali come questa (o san valentino per esempio) quel sottile, viscerale obbligo di mimosare tutti gli esseri di sesso femminile che ti passano di fronte, quasi a voler farsi perdonare un anno di angherie.
io adoro i fiori, e credo che dopo i libri (e magari vino o cioccolatini) siano uno dei regali più intimi, piacevoli e significativi, ma hanno un senso più che altro quando sono un sorprendente istinto improvviso, se diventa un obbligo sociale, oltretutto atteso e risaputo, si perde tutta la poesia che possono esprimere.
nonostante questo, mi unirò alla lieve banalità del giorno per un dolce augurio a tutte voi donne che passerete di qui, però sarò me stesso fino in fondo, e lascerò, non un rametto di gialli pallini lievemente maleodoranti (la mimosa in onestà non è la mia passione, soprattutto da molto vicino) ma un bacio, lungo profondo e appassionato.
e per chi inspiegabilmente non lo gradirà, mio malgrado offro solo un amichevole, fraterno abbraccio.
perchè in fondo voi donne siete veramente dei diavoli, diavoli senza i quali però la vita sarebbe un vero inferno.
ed è proprio dagli occhi delle donne che derivo la mia dottrina, essi brillano ancora del vero fuoco di prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, le emozioni che mostrano, contengono e nutrono il mondo,
e come scrisse baudelaire, da satana o da dio, cosa importa? angelo o sirena, cosa importa? rendete meno schifoso l' universo e meno pesante ogni momento.
poi, e lo so direttamente da fonte biblica, la donna ha assaggiato il frutto proibito giusto dieci minuti prima che lo facesse l'uomo, e ha purtroppo mantenuto sempre questi dieci minuti di vantaggio.
il fatto poi che senza quell'assaggio forse saremmo tutti immortali e accomodati nel paradiso terrestre...
è solo un piccolo dettaglio...
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
ma non temete ritornerò al più presto su questi schermi, e più in forma che mai.
ma certo se penso alla telecom mi sento proprio come il nano arrabbiato e violento...
strangolo...
però questa mancanza virtuale mi conduce a nuove esperienze reali, per esempio mi son dilettato nel tempo improvvisamente più libero nel creare qualche nuovo esperimento culinario, e direi che la cosa che è maggiormente riuscita sono i miei nuovi fiammanti minisufflè al cioccolato.
e tanta è la mia bontà d'animo che vi lascerò pure la ricetta (peraltro orribilmente semplice).
occorre miscelare per bene in una ciotola 2 tuorli, due uova intere, 40 grammi di farina, 85 grammi di zucchero e se gradite l'esotico, un pizzico di peperoncino, e a parte sciogliere a bagno maria 2 etti di cioccolato fondente extra e 40 grammi di burro, quindi mescolare insieme il tutto.
Si deve poi ungere bene di burro degli stampini in alluminio (quelli piccoli da budino) e riempirli per 3/4 con il composto, quindi prima passarli in frigorifero almeno una mezz'ora, poi infornarli per 7 minuti a 200 gradi e sformare e mangiare appena tolti dal forno, in modo che l'interno sia ancora golosamente fluido e cioccolatoso.
l'ideale è poi accompagnarli adagiati sulla mia famosa panna al torrone (panna montata unita a torrone frullato fine e succo di lime) e un buon rum invecchiato, o barolo chinato o passito.
per i pigri in cucina poi resta sempre l'opzione di riuscire a convincermi ad invitarvi ad assaggiarli.
anche perchè deliziarsi di cioccolata cucinata così avvicina all'assoluto, anche se causa dubbi sull'effettiva mascolinità di dio...
perchè se dio fosse uomo, lo sperma avrebbe senz'altro il sapore di cioccolata...
come può uno scoglio arginare il mare
anche se non voglio torno già a volare...
mi rendo conto così di desiderare fortissimamente, incessantemente.
e in fondo il desiderio è una sensazione così tremendamente importante.
la sua nascita è quasi misteriosa, un lento, vago crescere di un sottile turbamento che viene dall'istinto, ed è il primo, grande, perfetto impulso per conoscere e capire se stessi, per spalancare tutto le porte del mio labirinto interiore, è la profonda e salda radice dell'albero che rappresenta la mia vita, e come tale è in fondo ciò su ui poggiano e si sostengono tutte le altre emozioni.
e il desiderio va di pari passo al sogno, e io preferisco decisamente essere un sognatore, anche fra i più umili, immaginando quel che avverrà, piuttosto che essere signore fra coloro che non hanno sogni e desideri.
perchè come scriveva wilde, coloro che reprimono il desiderio, lo fanno solo perché il loro desiderio è abbastanza debole da poter essere represso, e i miei non sono per nulla deboli, anzi si innalzano arditi, feroci e inarrestabili.
e la mia linfa vitale è questo immenso desiderio di desiderare, quella bramosia fonte e generatrice di forze incredibli e illimitate, di passioni sfrenate, possenti e infinite, e finché ho anche solo un desiderio, ho sempre una splendida ragione per vivere.
perchè in fondo l'uomo non è di legno...
come disse pinocchio...
sono neve al sole
sono neve al sole
chi invece innamorato non è affatto coglie in questo giorno un malevolo obbligo di spesa, si lambicca il cervello che comprare qualcosa che non interessa e che spesso non darà alcun piacere a chi lo riceverà.
oggi vorrei essere di fronte ad un camino acceso, magari in montagna, isolarmi dal mondo e pensare, osservando le fiamme contorcersi e balzare sui ciocchi di legno, sentire il calore ardere sulla pelle, e come sottofondo una lieve musica, che accompagni appena la mente e i suoi voli... che non copra il rumore del fuoco, ma lo completi, lo accompagni in una personale melodia, e in mano un ampio, cristallino calice di vino rosso corposo, per solleticare vista, gusto, tatto e olfatto.
restare così, magari nudo, primitivamente spogliato di tutto il superfluo, entrando in stretto contatto con me stesso, con l'intimità profonda
e pensare.
e chissà, magari udire infine dei lievi passi dietro, il live fruscio di nudi piedi femminili sul legno, due braccia sottili e delicate che mi abbracciano dietro, il tenue profumo di lunghi capelli che invade i sensi, e il lieve sentore di baci che si poggiano sul collo.
tutto senza parole, assolutamente senza nessuna parola...
perchè quando si ama, si desidera davvero le parole non servono...
come disse il pesciolino alla pesciolina...
e così sono nuovamente in pista, come dicono sempre i cocainomani...
anche se questi giorni di lavoro mi stanno stancando, tra la fine dei saldi e le nuove vetrine primaverili lo stress inizia a farsi sentire un po'
per fortuna nonostante la crisai imperante non mi posso onestamente lamentare, si lavora parecchiotto e il 2007 è terminato con un buon incremento rispetto allo scorso anno.
tra i molti motivi di stanchezza di questi giorni poi c'è da annoverare l'eterna indecisione di una marea di clienti, soprattutto e principalmente di sesso femminile, che per l'acquisto delle scarpe possono persino raggiungere vette di oltre un'ora di prove e assurdi commenti, senza sapere in cuor loro, le poverine indecise, che ormai nella mia mente stanno passando innumerevoli e fantasiosi pensieri omicidi nei loro confronti
o perlomeno le più audaci e fantasiose torture nel caso delle fanciulle più piacenti...
e alla fine resta sempre la classica e insondabile domanda:
ma quante foglie di fico avrà provato Eva prima di dire: "prendo questa!"....
ho già tempestato di messaggi il bianconiglio al suo numero segreto 187, ma finora niente da fare, ma non dispero e prima o poi vincerò questo isolamento forzato.
ma tranquilli, resto comunque allegro e sereno, perchè in fondo l'importante è non prendersela...
ma farsela dare...
mi ritrovai più vecchio, ultraquarantenne addirittura
ché in un lampo il tempo è scivolato tra le dita.
esta età selvaggia e aspra e forte
che nel pensier fa proprio un pò paura!
ma per parlar del bello ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre meraviglie ch'i' v'ho scorte.
certo mi sembra ieri quando ventenne pensavo a più di 40 come qualcosa di remoto, praticamente irraggiungibile, e invece eccomi qua, anche se in verità mi sento più giovane che mai, immensamente vivo e vitale.
e soprattutto sempre più affamato di emozioni, sensazioni, passioni.
e poi questi ultimi anni sono stati senza dubbio periodi veramente notevoli, ricchissimi di vita, vitalità, colmi immensamente di nuove emozioni e di molti di quei momenti unici, speciali, di quelli che restano scolpiti nel marmo del ricordo, che non scivolano via, ma che rendono la vita davvero degna di essere vissuta, quegli attimi cui si ripensa poi spesso, che riportano il sorriso nei momenti tristi.
perchè in fondo i momenti davvero indimenticabili di una vita sono sempre pochini, e il resto fa solo volume.
ma bando ai discorsi seri e leviamo alti i calici.
e vorrei veramente poter brindare, almeno una volta, con ognuna delle splendide persone che passano di qui, per me
(e tutti ora siete in credito di un brindisi esigibile quando volete, basta chiedere)
un grande brindisi alla vita, che sia lunga e piena di passione.
e nel rammentare i piaceri da me provati, li rinnovo, ne godo di nuovo, e rido delle fatiche sopportate che ormai non sento più.
e nel sentirmi una piccola particella dell'universo, rido e parlo all'aria.
in fondo so di aver vissuto, perchè ho avuto delle sensazioni.
e quindi voglio fare una cosa nuova, originale, e invece di apprestarmi a ricevere gli auguri, li faccio io a tutti voi che di qui passate.
auguri di vivere infiniti giorni come questo...
anche perchè la scienza ha recentemente scoperto che avere molti compleanni, allunga di parecchio la vita...
continuo a girare come in tondo con la mente, apparentemente cercando qualcosa.
non so esattamente cosa, però non riesco a focalizzare l'attenzione su nulla, giro a vuoto, i pensieri mi sfuggono, vagano errabondi.
mi ritrovo a fissare una cosa e poi mi alzo per andare da un'altra parte, incapace di mettere davvero a fuoco un'emozione, un pensiero coerente, e già mi ritrovo a rincorrere un altro pensiero:
provo a riflettere, e improvviso eccomi via di nuovo a navigare sull'onda di un'emozione, con la testa che inizia a produrre progetti, desideri, paranoie, sogni, oltre tutto questo continua a trasmettermi l'impulso frenetico di muovermi, andare in giro.
osservare intorno, di là e poi di qua, senza alcun indizio che delinei quello che sto cercando.
non so nemmeno se è davvero importante oppure no.
cosa sei? dove sei? perchè ti sto cercando?
e soprattutto, almeno ti farai trovare?
perchè io non smetterò certo di cercare, visto che l'importante è prendere la palla al balzo...
come disse il castratore di canguri...
e dopo queste troviamo ancora altri corridoi, altre mura che sembrano condurre da nessuna parte, almeno in apparenza, anche perchè se questo luogo esiste, ed esiste assolutamente, e noi ci siamo dentro, un qualche significato dovrà pur averlo tutto questo.
perchè è evidente che sono entrato, mi sono ormai diretto verso i più profondi meandri per scoprirne i più nascosti segreti, ma voglio anche uscirne, non perdermi al suo interno per sempre, ed ecco quindi che a volte mi lascio prendere dall'affanno correndo avanti e indietro, come privo di scopo, girando in tondo.
scoprendo a volte ampie spianate che danno più respiro, per poi però ritrovarmi nuovamente nelle strettoie più cupe e tremende.
bramando disperatamente un segno, una guida che mi conduca oltre, perchè negli oscuri meandri odo spesso suoni cupi, un profondo respiro che mi bracca, il rombo dei suoi passi...
è il minotauro, il minotauro che mi rincorre, pronto ad assalirmi e sbranarmi, o chissà, forse liberarmi.
ma intanto continuo a girovagare nel labirinto...
labirinto, che altro non è che il mio cervello le cui intricate circonvoluzioni sono mura spesso invalicabili, anche se a volte si rivelano varchi per scendere in profondità, e così entrare in contatto con il suo abitante più segreto, il lato ombra, quell'oscura voragine che è il minotauro, che spaventa e insieme affascina, respinge e attira, e come in un gorgo a volte finisce per inghiottirmi.
perchè in fondo solo due uomini riuscirono a fuggire dal labirinto.
dedalo, che pur conoscendone ogni segreto mise le ali per fuggire rinunciando a vedere più a fondo, scegliendo quindi il non sapere...
teseo, che grazie al sapiente uso della sua forza maschile e della sua parte femminile (rappresentata da arianna), quindi comprendendo ed entrando totalmente in armonia con se stesso, riuscì persino a sconfiggere e uccidere il minotauro, la parte oscura di se, comprendendola e accettandola...
quindi coraggio, e ci vediamo all'uscita...
come disse la carta igienica al panino...
mi lascio cadere nei giorni
del duemila che verranno
in tutte queste cose che
accadranno perché io senza
di te sono neve al sole sono
neve al sole amo la tua follia
e mentre brucio frammenti del mio tempo scrivendo mi accorgo che scrivere è il tempo.
che ogni parola a sinistra di ciò che scrivo (o che state leggendo) è passato, e che lo spazio bianco a destra, la prossima parola che apparirà è il futuro, e il presente è solo il dito che si appoggia con il suo caratteristico schiocco sulla tastiera, o a volte, sempre più raramente, la punta della penna che lascia la sua micromacchia di inchiostro sul foglio.
è che il presente, smette ogni istante di essere se stesso divenendo immediatamento altro, forse per questo scrivere diventa un atto intrinsecamente malinconico, un tentativo vano di trattenere, fermare nel presente ciò che sta inesorabilmente scivolando nel passato.
per questo forse tendo a guardare a sinistra per ricordare e a destra per sognare, per progettare, e giornate come questa, in cui ogni tipo di precipitazione atmosferica è passata sulla mia testa, dalla grandine di stamane, alla pioggia, poi la neve e ora ancora pioggia, tendono a farmi pensare immancabilmente al futuro, al tempo che scorre come l'acqua nei rigagnoli gelati che lambivano le mie scarpe camminando verso il negozio.
oltre tutto tra soli dieci giorni è nuovamente il mio compleanno, e ogni volta pare sia passato più in fretta l'anno che è trascorso dall'ultimo, sono ormai 42, e il cono superiore della mia clessidra contiene sempre meno sabbia, mentre sotto si accumula un mucchio sempre più grande e alto.
certo è vero che i compleanni sono una buona cosa, le statistiche dimostrano inequivocabilmente che le persone che ne hanno di più vivono più a lungo.
e quindi l'unica cosa da fare è sempre guardare al futuro.
e che dire del mio futuro?
beh guardo nella mia palla di vetro e dico...
tho! ho un testicolo artificiale!
sono come neve al sole
sono neve al sole...
e quanto adoro la neve, quel susseguirsi di fiocchi bianchi, tutti apparentemente uguali ma in realtà intimamente diversi uno dall'altro, come le persone del resto, i fiocchi di neve sono tra le cose più fragili eppure guarda che possono fare insieme, insieme diventano una forza travolgente, a volte persino inesorabile e crudele nonostante la loro intrinseca innocenza, eppure nessun fiocco di neve in una valanga si sente responsabile.
certo crea qualche problema, come la frequente caduta della connessione adsl di questi giorni, o le lunghe spalate davanti al negozio, per non parlare dell'orrore di misto neve fanghiglia nera che resta poi quando inizia a sciogliersi sulle strade, ma il suo fascino resta comunque immenso.
e poi mi piace quando capita di trovarsi alla guida in auto mentre nevica forte, era da tempo che non mi ricapitava, e ricordo che da bambino mi piaceva davvero moltissimo, era uno spettacolo che mi affascinava tremendamente.
trovarsi così, in macchina, a velocità sostenuta con una bella nevicata forte, fiocchi grandi, bianchissimi che si gettano, come un frenetico sciame contro il vetro, incessanti e imperterriti, un pò come le onde del mare che si infrangono continuamente contro gli scogli, senza mai perdere la forza di farlo.
e poi la neve, soprattutto quando scende così, ha il potere di mettermi di buonumore, farmi un pò tornare fanciullo, e resto tuttora convinto che una passeggiata notturna, sotto la neve mano nella mano con una persona speciale (preferibilmente del sesso opposto) sia un piacere infinito e un momento di vera beatitudine.
per non parlare di un bel bacio appassionato sotto la neve, con i dolci freddi fiocchi che scivolano sulle labbra unite e sulle palpebre chiuse.
senza contare che quando guardo cadere la neve mi sento stranamente molto vicino al modo di pensare femminile...
divento improvvisamente anch'io interessato a: "quanti centimetri" e a "quanto durerà"...
il tempo vola davvero, scivola tra le dita come la sabbia da una clessidra rotta, e come scriveva Poe, stringo in una mano granelli di sabbia dorata, solo pochi eppur scivolano via tra le dita e ricadono nel mare! non potrò trattenerli con una stretta più salda? o dio! potrò mai salvarne almeno uno dall'onda spietata?
in verità non volgio già impelagarmi in farneticazioni filosofiche.
in fondo ciò che importa, come sempre, è chi passa di qui e legge, chi per qualche istante si appropria di quella infinitesima parte di me che appare qui, esposta al mondo, e dall'alto (o basso?) del mio caos ordinato (ossimoro che però mi definisce in pieno), e in concomitanza di una imminente notte di brindisi ipocriti e inutili, e auguri spesso di circostanza, pregherei tutte le fanciulle di non entrare nel mio blog struccate e spettinate, oppure nude.
perchè nel primo caso non vi farei entrare, nel secondo decisamente non vi lascerei più uscire.
e tralascerò assolutamente la parte riguardante i cosiddetti buoni propositi per l'anno nuovo.
anzi, quest'anno volgio fare un po' di cattivi propositi, che alla fine temo paghino molto di più.
come prima cosa voglio diventare finalmente un po' stronzo, anzi facciamo molto, perchè alla finecome dice il "guru" dell'amore ferradini, le donne chissà perchè si innamorano davvero solo degli stronzi.
e poi voglio anche bastardeggiarmi abbastanza da fregarmene totalmente delle consuetudini delle regole e dei sensi di colpa, e partire, fuggire lontano, prendere al volo un qualsiasi mezzo per poi scendere casualmente, appena giunto in una qualche piazza sconosciuta, fredda e magica insieme.
allontanarmi così, lasciando la vita quotidiana con un palmo di naso, ad aspettarmi.
correre via, come una mina vagante carica di desideri, curiosità, fantasie e emozioni da vivere e rivivere.
andare così, a caso, ad assistere a qualche spettacolo che mi affascini, a vedere qualche dipinto che mi incanti, a sentire qualche concerto che mi sconvolga, a vivere qualche trasgressione che mi danni il corpo e l'anima.
voglio perdermi in qualche nei vicolo angusto, in botteghe remote, stregate aperte fino a tardi, nello sguardo di una sconosciuta incrociata per caso, e magari nel suo eventuale gratuito sorriso, e chissà, poi sfiorarle le mani passandole accanto, incantarla con occhi carichi di assoluta lussuria, dare scandalo con intensi e frementi baci e con mani che fingono di essere state casualmente dimenticate in luoghi osceni.
fuggire, almeno per qualche breve giorno dalla consuetudine che divora la fantasia, esplorando l'ignoto del profondo animo umano.
pertanto lascio un abbraccio sincero e un bacio (per chi lo desideri davvero) a tutti coloro che nell'arco di quest'anno sono passati di qui e hanno dedicato un pò del loro prezioso tempo a me, alle mie farneticazioni e alle mie fantasie, sperando che questo tempo sia stato il più piacevole possibile e che ne vivremo altro insieme in futuro, e leviamo i calici, sulle note del liga, e brindiamo a me...
troppo narcisistico?
vabbe beviamo a tutti noi, e soffi pure il vento ormai, si gonfino i flutti e balli il legno! la tempesta è in atto e tutto è affidato al caso.
arrivederci quindi al prossimo anno (cioè in fondo a dopodomani) e un bacione a tutti.
ah! un'ultima cosa, riflettendo bene su quest'anno trascorso, a mente aperta e con umiltà, so e riconosco di non aver forse dato molto ai miei amici, alla famiglia, a chi ha incrociato la mia strada.
ma quelle piccole cose, emozioni e sensazioni, insomma quel poco che ho dato...
lo rivorrei indietro !!!
CHI SONO
PENSIERO
Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza e in profondità, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e rasoterra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.
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