.::Arian Alarch::.
Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
ottobre 19 2009
oggi rifletto sul fatto che davvero avrei una voglia infinita di un'ora d'amore, e a che cosa farei o darei per averla.
Così parlò Calibano alle |
10:23 | commenti (2)
ottobre 12 2009
sono stato molto distante da questo blog ultimamente, probbailmente la più lunga assenza dal tempo della sua lontana creazione.
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10:24 | commenti (3)
maggio 27 2009
oggi rifletto sull'amare, non amore in sè, ma proprio amare (e credo ci sia una sottile differenza).
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14:42 | commenti (6)
maggio 4 2009
volte credo bisognerebbe amarsi solo esclusivamente con le mani, in fondo le mani, le dita, il palmo sono le parti del nostro corpo che consocono, comprendono e vivono di più il mondo...
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11:26 | commenti (4)
aprile 23 2009
ho passato veramente una notte orribile.
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13:47 | commenti (4)
aprile 1 2009
mi è ricapitato di ascoltare questa canzone, forse la più bella dei Tiromancino, per me è importante. ...il mio pensiero vola verso te ed è davvero così importante il pensiero. le parole che diventano colore, è un'immagine che adoro.
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13:52 | commenti (7)
marzo 10 2009
io in fondo mi rendo conto di aver sempre amato volare, e non parlo dei viaggi aerei, che peraltro comunque mi piacciono molto, con quelle sensazioni di tensione e leggerezza che si prova al momento del decollo.
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18:55 | commenti (4)
marzo 4 2009
mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l'aquilone e se io fossi davvero uno di quelli che amano risalire i fiumi invece di lasciarsi trasportare verso la foce?
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23:27 | commenti (3)
febbraio 9 2009
e senza fame e senza sete certe notti, e anche certi giorni bisogna proprio scrivere, scrivere, scrivere a volte per far passare il tempo, per fare gocciolare sulla carta i sentimenti, le sensazioni e le emozioni, per dare infine ritmo e colore al tempo... anche se in verità tutte quelle cose che scrivo spesso non sono poi così importanti o profonde, sono in fondo solo lettere, parole che giocano a rincorrersi nella mia testa e a furia di girare ogni tanto si scontrano formando insieme di senso apparentemente compiuto, fuoriuscendo così dalle mie dita (le due che hanno imparato a picchiettare) su questa tastiera, come fossi un piccolo schroder, con un pianoforte giocattolo a suonare emozioni.
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11:32 | commenti (7)
gennaio 15 2009
vita io ti credo ci sono momenti in cui resto come sospeso, ad aspettare, come assetato, quasi fossi davanti ad un abbeveratoio, o meglio una fonte purissima, che parole impetuose, ardenti, giungano a spegnere la mia inesauribile sete.
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13:52 | commenti (5)
dicembre 31 2008
fly me to the moon anche questo anno volge al termine, ma non vi annoierò con buoni propositi (e quando mai poi li si realizza davvero?) o elenchi simili, che poi l'unico proposito che si dovrebbe fare davvero è vivere, vivere intensamente e pienamente, perchè come scrisse il poeta, chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza...
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11:11 | commenti (6)
dicembre 15 2008
vola veloce su di noi spesso sento parlare di sindrome di peter pan, termine comunemente utilizzato per descrivere quel comportamento psicologico in cui un individuo adulto prosegue a mantenere un atteggiamento infantile, privo di responsabilità anche nel periodo cosiddetto della maturità.
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09:46 | commenti (12)
dicembre 7 2008
t'ho incontrata domani ebbene sì, anch'io sono ormai preda della frenesia di "faccialibro".
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11:24 | commenti (1)
novembre 23 2008
Io odio la fiera!
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13:27 | commenti (9)
novembre 10 2008
a volte vivo certe quelle giornate strane, quando anche un sorriso sembra gravare pesante sul labbro e il desiderio più grande è chiudere gli occhi e perdersi in un sogno... o forse sognare il nulla, un nulla bianco che avvolge e protegge come una calda luce ma che i pensieri tristi trasformano inevitabilmente in oscurità e angoscia.
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11:40 | commenti (6)
ottobre 27 2008
fare sesso, succhiarne la polpa io da sempre vedo la sessualità (la mia almeno) come un'immane oceano infinito, pressochè privo di sponde o isole, come certi pianeti totalmente liquidi di lontane rimembranze fantascientifiche, un mare assoluto dove posso immergermi fino a raggiungere qualsiasi profondità desideri... dai fondali traspoarenti, bassi e caldi della dolcezza e affettuosità ai profondi, oscuri, mitici e incredibili abissi della perversione e del piacere sfrenato...
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11:29 | commenti (7)
ottobre 20 2008
ti farei volare sulle onde questa notte ho sognato un altalena.
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10:54 | commenti (11)
ottobre 8 2008
a volte la vita sembra scorrere veloce, come se una musica frenetica ti risuonasse nelle orecchie, e allora si deve ballare, ballare veloci, un pò come kevin kline nel film "in & out" quando sulle note di I will survive non resiste a stare fermo e si lancia in una danza sempre più sfrenata.
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23:12 | commenti (11)
ottobre 1 2008
ma la porterò via, è così che mi sento quando amo, che esprimo la mia emozione, se amo devo e voglio farlo senza ritegno alcuno, non contenere il mio amore, la mia passione, non quantificarla o limitarla ma esprimermi interamente, pienamente e completamente come in un oceano infinito dei sensi.
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13:52 | commenti (11)
settembre 22 2008
adesso andiamo nel vento ritengo ormai certo che, come afferma una nuova e accertata teoria cosmogonica, il mondo che ci circonda è in realtà pieno di messaggi per noi, anche se spesso si tratta di messaggi subliminali, nascosti e sovente incompresi.
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11:55 | commenti (15)
settembre 13 2008
sorprendimi oggi mi capita di pensare molto ad una parola, che peraltro è tra le mie preferite, ed è la parola Sorprendere.
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15:03 | commenti (14)
settembre 7 2008
via, via, vieni via con me ci sono momenti nella vita in cui ti rendi davvero conto di quanto l'amore sia davvero un gioco, anzi è IL gioco.
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23:10 | commenti (15)
settembre 1 2008
spesso, forse troppo spesso mi ritrovo a pensare, la mente vaga e divaga quando mi accingo a scribacchiare qualcosa di nuovo qui.
Così parlò Calibano alle |
10:15 | commenti (17)
agosto 25 2008
forever, forever, nell'ultimo post un purtroppo anonimo commentatore, dico purtroppo per via della mia immensa curiosità che ora giace insoddisfatta, mi ha fatto notare una mancanza nella mia recente relax-enogastronomica vacanza in montagna.
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10:10 | commenti (15)
agosto 19 2008
ed eccomi tornato, e ho persino già ricominciato a lavorare, e sono decisamente più stanco di prima.
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13:46 | commenti (9)
agosto 8 2008
tutti vogliono viaggiare in prima e finalmente eccomi quasi pronto per la mia settimana di ferie di ferragosto, e non ho mai avuto così bisogno di staccare un poco, parto domenica.
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13:50 | commenti (9)
agosto 3 2008
davanti all'estrema nemica questo è il vero cruccio della vita, l'ineluttabilità della sua fine.
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09:32 | commenti (13)
luglio 28 2008
"ma ho vissuto, e non ho vissuto invano; e così te ne sei andato, il fatto di sapere ormai che era inevitabile non rende meno doloroso il tuo saluto babbo. "si spezza un nobile cuore.
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11:54 | commenti (25)
luglio 20 2008
oggi sono praticamente autosequestrato in casa, ieri sera si è rotta la serratura di casa, quindi se esco poi non posso più rientrare, pertanto dovrò restare qui fino a lunedì mattina in attesa della sostituzione dellla malefica.
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14:30 | commenti (24)
luglio 16 2008
la schiuma è una cosa buona, come la mamma, acqua che, miscelata al purpureo fruttato e profumato fluido del nuovo imperdibile bagnoschima cannella e vaniglia, crea come per magia sul corpo una candida spumosa splendida schiuma, che avvolge tutto, celando alla vista e ammorbidendo ogni contorno.
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11:17 | commenti (15)
perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?
perchè quant'è in fondo un'ora d'amore?
tanto? poco?
certo io prediligo generalmente tempi più lunghi (molto) per cedere alla passione, eppure ho vissuto a volte amplessi rubati, improvvisi, magari in luoghi molto strani che sono durati anche decisamente meno, eppure permangono fortemente nella mia memoria come meravigliose emozioni.
vale quindi la pena dare tutto ciò che si può per un'ora d'amore?
credo decisamente di sì, e ora come ora davvero non so cosa darei.
perchè ho un desiderio immenso, smisurato assolutamente insopprimibile di un'ora d'amore assoluta, totale, in cui tutto il resto del mondo non sia altro che un vago ricordo perduto.
perchè se il tempo è il fuoco dentro al quale bruciamo, per quell'ora vorrei ardere come una stella.
anche perchè la durata delle passioni, come la durata della vita, non dipende da noi, possiamo solo viverle interamente e intensamente.
e poi in quest'ora sono certo mi produrrei in una performance sessuale che infrangerebbe simultaneamente i dieci comandamenti, la costituzione italiana, il codice della strada, il codice civile e una mia personale promessa a osiride, il dio egiziano della fertilità che venero in gran segreto da millenni.
e sarebbe un'ora così eccezionale che persino i vicini fumerebbero dopo una sigaretta....
è il mio eterno modo di essere, se una cosa non posso farla bene non la faccio per nulla, e rendendomi conto ultimamente di non aver sufficente tempo (o voglie?) da dedicargli l'ho abbandonato solo soletto fin troppo a lungo.
in verità ho passato meno tempo al pc di recente, e sono tornato a dedicarmi di più ai racconti (e le ultime fatiche sono linkate a fianco a sinistra), e a facebook che confesso impera sul mio tempo in rete.
però non posso lasciarlo così a vagare abbandonato nell'immensità della rete, così mi riprometto di tornare ad aggiornarlo almeno ogni tanto, nella speranza mi torni piena l'ispirazione.
quindi alzo i calici al ritorno qui, in un brindisi purtroppo solo virtuale con tutti coloro che (incredibilmente?) hanno continuato lo stesso a passare da queste parti.
anche perchè la chiave etilica e allucinatoria è l'unica possibile per decifrare la realtà che mi circonda, che mi risulta, senza alcolici, totalmente incomprensibile...
un tempo pensavo che amare volesse dire donarsi, cedersi totalmente, senza compromessi, senza condizioni.
ora, più saggio, comprendo che consiste e si fonda anche sul ricevere.
sul saper ricevere in egual misura, e saper ricevere con la stessa intensità, lo stesso piacere e la stessa gioia con cui si dona.
tutto questo restando però sempre se stessi, sapendo vivere il proprio spazio, la propria libertà e il proprio essere.
è come osservare un caleidoscopio.
solo nell'insieme sempre mutevole e mai monotono dei colori sta la vera bellezza e lo scopo dell'oggetto, se se ne guarda una sola parte, una sola sfumatura si perde completamente lo scopo stesso.
perchè donarsi solamente è in fondo un atto masochistico egoistico (è un pò una contraddizzione in termini ma rende l'idea).
e così si deve guardare bene, a fondo nel cilindro magico che rappresenta l'amare, comprendere la molteplicità di ciò che significa, e imparare a estrarne continuamente nuove meraviglie. (e moltissime le devo ancora scoprire e le sto assaporando piano piano proprio ora)
perchè in fondo non esistono ferrre regole, come non esiste in fondo un aspetto fisico o mentale, ma una infinita combinazione di aria, di emozione, di empatia, di complicità.
è come creare un cocktail, un'esotica incredibile bevanda con una segreta unica ricetta per ogni persona.
e la sola cosa da scoprire è quanto piaccia ad ognuno il colore, il profumo, il sapore dell'altro cocktail, per poterli unire in una nuova e ancora più inebriante bevuta.
anche se in fondo tutto resta sempre relativo...
perchè in fondo per un amante una bella donna è una delizia...
per un monaco è una distrazione...
per una zanzara è un buon pasto...
la loro sensibilità può essere incredibile, e quale piacere nel toccarsi, nello sfiorare ogni parte del corpo, passare dalla ruvidezza di alcune all'estrema morbidezza di altre, imparare lentamente a conoscere ogni anfratto, ogni insenatura, ogni luogo di un corpo, e sentire la pelle fremere al tocco delle mani, sentirla vibrare come percorsa da onde sonore, quasi come si pizzicasse lentamente le corde di un'arpa celtica, sentirne quasi il suono sulle dita...
e così riuscire ad amare con la pelle, accarezzare e spingere, lusingare piano o affondare, in un gioco continuo, dolce e penetrante, magari nel buio più completo, così che ogni altro senso si esalti, si espanda liberando ogni più piccola sensazione , come una silenziosa danza, trovare uno ad uno tutti i punti più sensibili e stuzzicarli, esaltarli, per poi incrociare le mani una nell'altra, stringere forte e sentire lo stesso battito attraverso la punta dei polpastrelli.
e così comunicare, perchè in fondo le mani hanno una grandissima capacità espressiva, possono dire molto, esprimere concetti ed emozioni infinite, e farlo più direttamente e profondamente del miglior discorso.
e non c'è un luogo del corpo che non sia immensamente piacevole da accarezzare, dal volto, seguirne i contorni con il dorso delle dita, al collo e i capelli, affondandovi dentro le mani, impregnandole del loro profumo, e poi giù i piedi, sfiorando le dita, solleticando e giocando, per risalire lungo le gambe, un vero paradiso di sensazioni, e la schiena fatta apoosta perchè la punta delle dita ne segua i contorni in un lento profondo massaggio, il sedere, la sua rotondità e morbidezza da percepire con immenso piacere con tutto il palmo, l'intimo, da sfiorare i mille deliziosi modi per provocare il più profondo e intenso dei piaceri.
e il seno, su cui giocare, scivolare e risalire, appoggiando le unghie piano sui capezzoli, stringendoli tra le dita e seguendone ogni contorno.
e sentire, leggere interamente quei piccoli sensuali rilievi che circondano il capezzolo femminile...
e quello in verità è braille, e c'è scritto "succhia qui!"...
nel bel mezzo del sonno ecco tornare un grande attacco di panico, era parecchio che non mi succedeva.
ero così certo di essere in punto di morte, il braccio sinistro completamente insensibile, un gran dolore che mi avvolgeva e la certezza di essere sul punto di intraprendere un ultimo viaggio.
certo una piccola parte della mia coscienza in fondo sapeva che era solo colpa del fatto di aver dormito troppo sul braccio, ma le urla che mi aggredivano erano molto più forti, più intense e continuavano a gridarmi che stavo irrimediabilmente morendo.
sentivo il battito del cuore accelerare all'inverosimile, forte, impetuoso persino negli orecchi, e avevo un desiderio impellente di urlare, eppure nessun suono usciva dalle mie labbra, restavo immobile a fissare il buio, un oscurità nera, più scura dell'odio di una strega malvagia.
e aspettavo, attendevo l'ultimo respiro, l'ultimo attimo di coscienza prima dell'oblio finale.
e mi mancava una mano, qualcuno cui aggrapparmi in quei momenti assurdi.
e molteplici pensieri affollavano la mia mente, come spasmodiche urla che cercano di sovrastarsi, e tra questi era terribile l'idea di andarmente senza aver fatto tutto ciò che desideravo, senza aver detto tutto ciò che sento, che devo assolutamente comunicare prima di sparire per sempre.
e un altro terribile pensiero che mi assillava era l'orrore di scomparire così, senza una parola, senza un saluto per le persone che hanno significato molto nella mia vita, e mentre tutto questo assaliva la mia mente la sensazione di morte si amplificava a dismisura...
e io urlavo, nel silenzio più assoluto, nell'immobilità più totale la mia anima urlava che non era tempo, che avevo ancora troppo da vivere, troppo da conoscere e scoprire per sparire così nel nulla, urla tremende che solo io potevo udire, che si sono protratte per un tempo che non riesco umanamente a giudicare, forse ore, forse solo pochi istanti, ma sufficenti a sconvolgere completamente mente e corpo.
infine finalmente, passo dopo passo la ragione è tornata a prendere possesso di me, un processo lento, terribilmente lento che ha condotto comunque ad un resto della notte insonne costellato di pensieri orribili.
soprattutto il pensiero di non poter salutare, non poter comunicare ad alcune persone speciali i miei veri, profondi pensieri, ciò che sento e che spesso finisco per non dire completamente, tutte quelle parole che sono racchiuse dentro di me, e che invece dovrebbero uscire, volare ovunque.
certo ora è come ripensare ad un lontano brutto sogno, ma so già che questa notte il solo pensiero di tornare a stendermi nel letto e addormentarmi sarà costellato di ansia e agitazione, e mi resta un folle insopprimibile desiderio di partire, fuggire lontano, abbastanza lontano da non essere più afferrato da certi pensieri...
perchè sarà anche vero che partire è un pò morire, ma morire è decisamente partire un pò troppo....
e ci sono alcune frasi di questo testo che in questi giorni sento molto molto vicine.
per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza
come indelebili emozioni che non posso più scordare
il mio pensiero ti verrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora che sei solo tu la cosa che per me è importante...
che per me è importante...
a volte si riesce veramente a volare, superare distanze e abissi infiniti per raggiungere ovunque ciò che si desidera così fortemente, mischiando spesso sogno e realtà così indissolubilmente da non distinguere più i confini di uno e dell'altro.
e tanto sarà l'ardore che il sogno eguaglierà l'atto.
se poi al pensiero, al sogno si aggiungono le parole...
le parole diventano nelle tue mani
forme nuove colorate
note profonde mai ascoltate
di una musica sempre più dolce
suono di una sirena perduta e lontana...
perchè a volte, quando c'è davvero una passione che travalica le parole prendono veramente forma reale, le "vedi" oltre che udirle.
ne distingui il sapore e il colore, fino alle più piccole sfumature che le permeano.
come se in verità non le avessi mai ascoltate così, con quel particolare colore, parole che seppur di uso comune, come per esempio il proprio nome, diventano totalmente nuove e i loro significati profondi cambiano totalmente amplificandosi.
è davvero come il suono di una sirena, una sirena incantatrice
e come cantava Battiato "la tua voce come il coro delle sirene di Ulisse mi incatena... ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo..."
peraltro pare che fare l'amore con una sirena sia molto gratificante...
fa continuamente aaaaaaahhhaaaaaaahhhaaaaaaaaaah!!!...
io parlo di volare con l'anima, la mente, la fantasia la passione, e perchè no, soprattutto l'amore.
un volo come potrebbe fare peter pan, che incarna non tanto l'eterno fanciullo che è in ogni persona, quanto soprattutto l'eterno desiderio di stupirsi ancora, di vivere pensieri felici, così felici appunto da consentire persino di volare.
seneca diceva: non è perchè le cose sono difficili che noi non osiamo, è perchè non osiamo che sono difficili, per questo non si dovrebbe mai temere di gettarsi dall'alto e volare.
certo, volare in molto in alto significa certo poter cadere da molto in alto, e quindi rischiare farsi molto più male.
per questo spesso si finisce per limitarsi a voli bassi, illudendosi siano già il massimo, beandosi della semplice sensazione di leggerezza che lasciano, eppure qualche rara volta accade che finalmente provi la vera ebbrezza di librarti tra le nubi e oltre:
quindi come icaro mi avvicinerò al sole, sempre più su, perchè è così bello, lucente e caldo il sole, ed è così limpido il cielo lassù, ed è tutto così lontano quell'orribile rumore che si sente camminando soli tra la folla.
e persino dovessi alfine precipitare forse durerà abbastanza da poter ancora godere un pò del volo.
intanto, seppur bruciato, giù ci sarà il mare, dove potrò rinfrescarmi in eterno.
perchè quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.
e poi al limite mi terrò in tasca un paio di red bull..
togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
io sono uno di coloro che hanno sogni, che amano averli, che non vivrebbero davvero senza.
e quanti ce ne sono stati di sognatori nel mondo, infiniti, e proprio loro sono quelli che l’hanno ispirato, spinto ad andare avanti.
perchè solo chi sogna può pensare di riuscire ad emozionare con le parole, può pensare di creare qualcosa che non si sia mai visto prima, può emozionare con un verso, far volare chi è stato costretto a terra dalla natura, dopo aver studiato il volo degli uccelli, innalzare torri di cristallo per salire in alto nel cielo, o vedere nuove terre sconosciute oltre i mari.
chi sogna è sempre oltre, un passo avanti, spesso visto con sospetto, con invidia e odio da chi non è capace di sognare arditamente.
non pensa troppo alla morte, e nel caso cerca allora di fare di più, molto di più prima che il tempo sfugga e scivoli via tra le dita, con la sola paura di non riuscire a vivere tutti i sogni, a dimenticare di sognarne alcuni, perchè chi sogna davvero è come un creatore, costruttore di vita e di sogni.
e senza dubbio preferisco essere un sognatore fra i più umili, immaginando quel che avverrà, piuttosto che essere signore fra coloro che non hanno sogni e desideri.
perchè il mondo generalmente vede le cose e spesso si chiede: perchè?
io sogno ciò che non è mai esistito prima e mi dico: perchè no?
certo a volte faccio anche sogni un pò strani...
stanotte, ad esempio, ho sognato di essere con una fantastica, sensuale affascinante donna su un'isola deserta...
e scopavamo, scopavamo, scopavamo...
poi ad un certo punto è finita la sabbia....
e senza ali e senza rete
voleremo via
eppure è diverso tempo che trascuro di scrivere qui.
certo ho da pochisismo terminato un nuovo racconto, "senza rete", che ho inserito nei link accanto, cui è dedicata anche la colonna sonora di uno stupèendo de gregori..
certo facebook sta ultimamente occupando molto del mio tempo computer, sempre troppo esiguo per tutto ciò che vorrei fare.
certo ultimamente la voglia di scrivere, l'ispirazione sta tornando e ho altri due racconti in divenire e sempre poco tempo per dedicarmi ad essi
ma cercherò di fare come sempre tutto, o quasi, e non perdere troppo di vista questo mio piccolo nascosto luogo di pensieri.
e continuare a scrivere...
anche perchè a volte posso avere una prosa così graffiante...
che riconosco i miei lettori dai segni rossi sulla faccia...
dopo che ho guardato a lungo, adesso io mi siedo
non ci son rivincite, né dubbi né incertezze
ora il fondo è limpido, ora ascolto immobile le tue carezze...
e succede così che più bevo, più ne vorrei, sempre di più, mai sazio.
come fossi irretito, ipnotizzato dallo stesso incredibile, profondo e segreto potere della parola.
parole che ascolto uscire dalla bocca, immaginandole, vedendole farsi strada attraverso le labbra con un dolce movimento di lingua sul palato, sulle stesse labbra, lingua e labbra che per creare certi suoni, certe sonorità sembrano quasi danzare insieme come muti ballerini in perfetta coreografia.
e divento ansioso, geloso e desideroso di parole, scritte dal pensiero, imbevute di passione, di cuore e anche di indicibili deliziosi umori.
sensazioni ed emozioni profonde, viziose di cui non posso e non voglio più fare a meno.
inizia tutto come un gioco, un gioco ubriacante, avvolgente e irrinunciabile, che non sai dove ti porterà, o forse lo sai bene e non vedi l'ora di giungere laggiù
però al momento ascolto, tendi fremente l’orecchio in attesa, finché non riecheggia il silenzio e irrompe in me l'eco di quelle sequenze di parole, semplici eppur così perfette che mi fanno rabbrividire.
e le sento vibrare non solo nella mente ma anche fisicamente lungo il corpo, dalle orecchie scendono giù fino alle caviglie, si inarcano sul collo, lungo la schiena come lievi e lunghissimi baci e si appoggiano sulle spalle, sulle braccia e sui fianchi, come mani dolci, delicate eppure ferme a trattenermi, stringermi e così mi lascio condurre docilmente, liberamente, perfettamente e infallibilmente guidato dagli istinti altrui.
e così trattengo il respiro e sento forti le ritmiche contrazioni ritmate di ogni mio muscolo che pulsa, preme, spasima ed è impossibile soffocarle perchè salgono prepotenti dando fiato e voce a cose che a volte ti stupisci, non solo di potere e volere davvero dire così, ma anche di aver immaginato.
perchè è vero che le parole volano sempre in alto, ma se i pensieri restano a terra sono perdute come palloncini nel vento
le parole senza pensiero non vanno mai in paradiso...
e poi le parole possono essere così speciali, così profonde.
come tutto ciò che le segue, perchè se è vero che un bacio vale mille parole...
pensa scopare!
let me play among the stars
let me see what spring is like
on a-Jupiter and Mars
in other words, hold my hand
in other words, baby, kiss me
ma cogliere la vita, succhiarne lo stesso midollo per assaporarla pienamente lo si dovrebbe fare ogni giorno, ogni attimo e non solo nell'imminenza di un nuovo anno.
che poi a ben vedere si tratta come sempre solo di numeri, numeri che così, casualmente demandano ad un attimo preciso una connotazione temporale totalmente arbitraria, quindi avulsa completamente dalla realtà dello scorrere continuo e inesorabile del tempo...
ma in verità non vorrei nemmeno impelagarmi in farneticazioni filosofiche (pena il probabile abbandono della lettura del 99% dei visitatori).
già, in fondo poi ciò che importa come sempre è chi passa di qui e legge, chi per qualche istante si appropria di quella infinitesima parte di me che appare qui, esposta al mondo, e dall'alto (o basso?) del mio caos ordinato (ossimoro che però mi definisce in pieno), e in concomitanza di una imminente notte di brindisi ipocriti e inutili, e auguri spesso di circostanza, pregherei tutte le fanciulle di non entrare nel mio blog struccate e spettinate, oppure nude.
perchè nel primo caso non vi farei entrare, nel secondo decisamente non vi lascerei più uscire.
eppure vorrei davvero partire, fuggire lontano, prendere al volo un qualsiasi mezzo per poi scendere casualmente, appena giunto in una qualche piazza sconosciuta, fredda e magica insieme.
allontanarmi così, lasciando la vita quotidiana con un palmo di naso, ad aspettarmi, correre via, come una mina vagante carica di desideri, curiosità, fantasie e emozioni da vivere e rivivere.
andare così a caso, ad assistere a qualche spettacolo che mi affascini, a vedere qualche dipinto che mi incanti, a sentire qualche concerto che mi sconvolga, a vivere qualche trasgressione che mi danni l'anima..
voglio perdermi in qualche nei vicolo angusto, in botteghe remote, stregate aperte fino a tardi, nello sguardo di una sconosciuta incrociata per caso, e magari nel suo eventuale gratuito sorriso.
e chissà, poi fioriarle le mani passandole accanto, incantarla con occhi carichi di dolce lussuria, dare scandalo con intensi e frementi baci e con mani che findono di essere state casualmente dimenticate in posti osceni.
fuggire, almeno per qualche breve giorno dalla consuetudine che divora la fantasia, esplorando l'ignoto del profondo animo umano...
proprio così, fuggire come un'animale selvaggio e terrbile nella foresta oscura, come un feroce gattopardo, che tra le fiere è la fiera più fiera, quella quindi con maggior fierezza...
e per chi pratica la caccia grossa è decisamente una preda ambitissima e quasi imprendibile, perchè il gattopardo si occulta abilmente tra la vegetazione e per stanarlo serve un canepardo...
cosa mi dice tu non sai
e vola raccontando quando non lo sentirai...
ti confonde, e dopo ti riprende,
quando vuole ti cattura
sei sicura che non lo vuoi con te?
ti accompagna il mare che ti bagna
come fosse un temporale
sale come vuoi
se ci credi forse lo vedrai.
Peter Pan in fondo è, per antonomasia l’icona del bambino che sceglie di non crescere, eppure io spesso mi sento così, anzi forse sempre.
e in verità io vedo tutto questo, ovvero il non voler crescere più come un raggiungere il mito dell'eterna giovinezza, non solo nel fisico ma soprattutto nei comportamenti, che un difetto, un'immaturità di fondo.
e poi tutti noi abbiamo dentro un piccolo Peter Pan, perduto nei giardini di kensigton, che passa tempo innumerevole alla spasmodica ricerca della propria ombra, e la perdita dell'ombra in fondo è la perdita della stessa umanità per divenire qualcosa di differente, e il desiderio di non lasciarla sfuggire è sintomo di voglia di eternità, ma in forma umana.
eterno bambino che non vuole crescere, anzi non può diventare grande, che ha fermato il tempo sulla sua personale isola che non c'è, e tutti i bambini intorno a lui lo hanno eletto loro capo perché, in verità, è quello che sa giocare meglio di tutti, sa sognare più intensamente di tutti, e per questo campanellino, la fata si innamora perdutamente di lui.
e perchè sa volare, perchè possiede il segreto, possiede più pensieri felici di ogni altro bimbo sperduto, e cosa sono questi se non sogni, desideri che invece di restare sepolti nei cassetti segreti della mente io, novello peter. lancio fuori, urlo costantemente al mondo per volare sempre più in alto.
sempre più in alto... sempre più in alto...
sperando però di non trovare lassù mike bongiorno con la grappa bocchino...
o per lo meno mi è sembrato fossi tu
c'era troppa fuliggine
ora non ricordo più.
t'ho incontrata domani
che ripartivi via, da dove non si sa...
m'hai schivato nel traffico
tu, e il tuo collo di astrakan.
riconosco che ormai si tratta quasi di una moda, e io solitamente rifuggo le mode, essendo da sempre soggetto a ciò che il grande wilde chiamava rifiuto aristocratico della folla, eppure facebook mi piace, e spesso mi sottrae la maggior parte del tempo passato in rete con le sue innumerevoli boutade.
e poi il fascino di ritrovare insieme nuovi e vecchissimi amici, riscoprire persone che da tempo non si sentivano più, essere finalmente online con il proprio nome, faccia (beh quella è presente da sempre pure qui) esprime qualcosa di nuovo nel mondo internettiano, troppo spesso profondamente celato nell'anonimato più assoluto.
così almeno per un poco mi diletterò nella novità, anche se certo non ho intenzione di tralasciare troppo il mio amato blog.
naturalmente per chi volesse fare un salto a trovarmi anche lì, basta semplicement euna ricerca con la mia mail, presente da sempre qui accanto.
e poi con facebook ho scoperto pur eil vero unico modo di guadagnare con la rete...
andare a pescare...
in questi giorni qui a Novi c'è l'annuale fiera di Santa Caterina, e naturalmente la consueta tremenda invasione di bancarelle ad intasare le strade del centro, con contorno di ressa mostruosa.
la mia pur leggera claustrofobia mi ha sempre fatto odiare gli ambienti affollatissimi, e dover quasi spintonare per compiere il tragitto casa-negozio è per me insopportabile.
credo decisamente di essere preda di quello che wilde chiamava "rifiuto aristocratico della folla", non so quanto sia aristocratico, ma certo odio trovarmi spremuto tra la gente, e soprattutto abbatterei con 44 colpi di roncola le candide madri che girano allegramente carrozzinamunite, in queste bibliche folle.
soprattutto la gentile signora che oggi, mentre rientravo a casa, mi ha arrotato una caviglia mentre noncurante spintonava avanti una carrozzina in ferro-cemento da 2 tonnellate.
a rincarare lo stress di questi giorni c'è poi la consueta (e odierna) apertura domenicale conseguenza della fiera suddetta, oltre tutto mi ritrovo pure davanti al negozio il banchetto delle caldarroste, il cui occupante non pago dell'abbondante inquinamento olfattivo derivante dai fumi neri sprigionati dalla carbonella, rincara la dose con un mostruoso inquinamento acustico, urlando ogni minuto e mezzo circa, e per l'intero arco della giornata... "toste toste! caldarroste belle e toste"
ma che vitaccia!
ci vorrebbe proprio un cacciavite più grosso!
la malinconia è un sentimento più frequente e comune di quanto si creda, noi ci guardiamo intorno e sembra che tutti siano felici, ridano e vivano senza grandi dilemmi e preoccupazioni ma in fondo ognuno di noi ha numerosi rimpianti e ricordi sempre pronti a fare capolino appena la mente gli lascia spazio per manifestarsi.
è spesso facile dirsi che è sempre meglio vivere di ricordi che ri rimpianti... e quindi cercare di vivere sempre intensamente il presente senza tralasciare mai le emozioni che desideriamo per non trasformare un desiderio in rimpianto... ma all'atto pratico non è mai facile, anzi diventa sempre più difficile proprio quando desideriamo di più cogliere gli attimi... perchè in fondo è così raro riuscire a non preoccuparsi del domani, delle conseguenze future anche solo di un gesto, di una parola e troppo spesso rinunciamo ad essi per paura di conseguenze che quasi sempre esistono solo nella nostra pessimistica visione futura.
s. agostino disse che il tempo non esiste, è solo una dimensione dell'anima; che il passato non esite in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un'istante inesistente di separazione tra passato e futuro... riuscissimo a pensarla sempre così quanti meno rimpianti affollerebbero il nostro animo e quanti attimi di gioia in più sarebbero scolpiti nel marmo dei nostri ricordi più belli.
carpe diem credo proprio sia da sempre la filosofia migliore, ma quant'è difficile viverla veramente, sono sempre più le giornate concluse con qualche rimpianto di quelle in cui ci si sente davvero pieni di passione per se stessi per aver davvero vissuto tutto il desiderato, e non parlo solo di rimpiangere chissà che azioni grandiose, sono proprio le piccole cose non fatte e non dette che scavano più a fondo nei pensieri come un piccolo tarlo indistruttibile.
e anche ora mi sto chiedendo perchè è spesso così più facile rivelare un rimpianto piuttosto che tentare di vivere l'emozione sul momento, e non riesco a trovare una risposta alla cosa...
o meglio la risposta forse è solo la continua paura di non essere come gli altri ci immaginano o ci vorrebbero, di non cogliere esattamente i desideri altrui pensando sempre che non è in realtà possibile che siano uguali ai nostri, quello capita solo nei sogni ci si dice sempre, e così si trattengono sempre le emozioni dentro.
creando nuovi e forti rimpianti cercando pietosamente di convincersi di aver fatto comunque la scelta giusta.
questi sono i momenti in cui mi sento fragile, anzi in me sento quasi sempre una costante lotta tra fragilità e indistruttibilità... forse in realtà l'unica parte di noi che è davvero fragile è il cuore, che riesce a spezzarsi, a volte sbriciolarsi in infinitesimali pezzetti, tanto piccoli da passare per la cruna di un ago per poi però riuscire a ricomporsi magicamente anche solo grazie ad uno sguardo... una parola.... un bacio.. tornando saldo, indistruttibile fino alla prossima vibrazione che lo ridurra nuovamente in frammenti; è peraltro vero che le cose belle sono fragili, o forse sono le cose fragili a diventare belle proprio per questa loro proprietà di non essere eterne, di dover essere apprezzate con delicatezza e amore.
sento così un concerto di voci dentro di me, altro che il diavoletto e l'angioletto che parlano uno da una spalla e uno dall'altra in stile cartone animato...
sembrano le voci di un coro, il guaio è che troppo spesso è un coro i cui componenti invece di andare a tempo di ostacolano cercando di sovrastarsi l'un l'altro, ottenendo una cacofonia che crea più confusione che sollievo, è questo il momento in cui troppo spesso si finisce per ascoltare la voce peggiore, quella prudente abitudinaria e timorosa che nei momenti di calma e riflessione si vorrebbe addirittura bandire per sempre dal coro...
eppure alla fine è sempre lei che ci tenta più del serpente dell'eden con promesse di tranquillità, di evitare rischi e future delusioni, che ci dice sempre che forse domani sarà un giorno migliore per quello che desideriamo, che attendere il momento giusto è più facile e realistico, ma io voglio davvero cercare di smettere di ascoltare questa tremenda voce.
relegarla finalmente nel punto più lontano così che sia sovrastata davvero dalle altre più audaci, più vive, più emozionali, perchè oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno ma ciò che farò in tutti i giorni che verranno dipende sempre da quello che farò oggi...
è l'oggi che è veramente importante, che deve essere vissuto pienamente e fino in fondo.
"chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza..."
l'oggi invece, spesso ci sfugge, vola via trasformando un altro domani ricco di promesse e aspettative nell'ennesimo inutile oggi, che sembra non bastare mai, non concedere mai abbastanza tempo per tutto ciò che si desidera finendo per viverne meno di quanto invece sarebbe possibile, e il tempo ci sfugge come una clessidra sempre più rapida....
e io, come Poe, stringo in una mano granelli di sabbia dorata, solo pochi eppure scivolano via tra le dita e ricadono nel mare! non potrò trattenerli con una stretta più salda?
potrò mai salvarne almeno uno dall'onda spietata?
perchè la vita è come l'uva... passa!
e via la vergogna e i sensi di colpa
sdraiarsi sulla sabbia, rotolarsi nel fango
carezzarle le gambe, improvvisarsi in un tango
annusarle la pelle, scoprirne l’odore
passare dal sesso a fare l’amore....
un luogo eterno e sempre mutevole, onda dopo onda, ove posso nuotare in qualsiasi direzione, senza limiti o limitazioni alcune...
un mondo incredibile che da sempre mi incuriosisce e affascina, anche prima di scoprirlo nella sua reale fisicità, quando era ancora un suseguirsi di dolci e sfrenate fantasie... un astratto pensiero che evocava infiniti piaceri, che incendiavano il sangue e facevano battere forte e intenso il cuore...
amo quindi cercare, immaginare e possibilmente vivere il maggior numero possibile delle infinite sfumature della sessualità... e questo in ogni campo, dalla letteratura (dal racconto erotico di sconosciuti autori dilettanti trovato su internet al fumetto d'autore, fino all'intramontabile fascino degli scritti classici), all'arte (adoro certi dipinti sensuali, per non parlare della scultura che spesso esprime desideri e immagini incredibili) e naturalmente giungendo al desiderio di una pratica quasi smodata, che esca da ogni convenzione borghese, valichi qualsiasi senso astratto del pudore per scoprire ogni atomo di racchiuso dentro l'anima, e vivere qualsiasi emozione intensa possibile, cogliendo ogni attimo, ogni goccia di succo della vita, ascoltando attentamente e interamente il mio corpo, ampliando il più possibile la portata dei sensi.
perchè il corpo è la gabbia dell'anima, una gabbia le cui sbarre devono essere spezzate, divelte, sviluppando e scoprendo totalmente i cinque sensi, trasformandoli così nelle vie d'uscita, nelle finestre spalancate dell'anima...
finchè la sessualità riesca a coinvolgere totalmente e straordinariamente i sensi, raggiungendo l'estasi, come in una mistica esperienza... un ritorno alla carnalità ancestrale, al'istinto primordiale, allo spirito della natura selvaggia che è in fondo ben interpretato dal calibano di shakespeare (e non a caso questo nome mi rappresenta da sempre, come un alterego profondo).
anche per questo una volta, ho avuto ben tre donne insieme tra le mani...
poi ho cambiato due carte e mi è entrato un full...
sulla vita come un'altalena
e parlare pure con i pesci
come una sirena
ti vorrei insegnare l'equilibrio
sopra un mare che è sempre tempesta
per vivere il tuo tempo
e starci bene dentro
nel buio, su un altissimo giardino pensile di babilonia, già, quando sogno io esagero sempre, ma se non si esagera nei sogni, dove si potrebbe farlo?
oltre non ricordo da quanto tempo non salgo su un'altalena, ma ricordo che era bello sedercisi ogni tanto, e lasciarsi portare via dal movimento, così come lo è stato, seppur in sogno questa notte.
e mi dondolavo, avanti e indietro, proiettandomi in alto, sempre più in alto finché non serviva più spingere, e potevo lasciarmi andare al lento, ritmico dondolio silenzioso.
mentre una sottile, fresca aria notturna mi accarezzava il viso, portandomi intensi profumi di spezie, aromi esotici e odore di ambra e candele, e poi leggera scivolava sulla nuca, come un susseguirsi di lievi baci di una bocca femminile morbida e suadente.
e le immagini mi colpivano sempre più intense, il panorama intorno che si avvicinava e si allontanava incessantemente, ma sempre più lento, fino a restare quasi fermo.
mentre abbracciavo stretto le corde, guardando il cielo in alto, e le nuvole che si intravedevano tra le stelle e la luna, immota e luminosissima.
con le punte dei miei piedi che correvano, sfiorando appena il terreno, come giocassero con lui, per poi sfuggire lontane, verso il cielo, tendendosi all'infinito.
e continuavo così, come ubriaco di gioco e di vita.
cercando sempre più di staccarmi da terra, volare nell'aria estrema, dove essa stessa ha una nuova e diversa consistenza, per unirmi ad una nuvola, divenire anche solo per poco tutt'uno con essa.
una nuova piccola sublime nuvola impazzita.
e mentre vivevo tutto questo, nella mente continuavo a dirmi, sono felice, proprio felice, sono contento di essere qui...
come dice sempre uno dei nipotini di paperino...
e questa danza frenetica viene ulteriormente accelerata dal pensiero che in fondo il tempo è poco, e la musica non durerà a lungo.
quindi occorre cogliere l'attimo, l'attimo fuggente come scriveva il grande Thoureau.
però poi a volte mi soffermo a pensare, e rifletto che se corri sempre, tutto il giorno, è come se buttassi un pò la vita in un tritatutto, come prendere troppa velocità lungo una discesa ripida, in cui alla fine il panorama a lato diventa un unica striscia indistinguibile.
e in fondo la vita non è una corsa, va vissuta pienamente, anche lentamente, e soprattutto assaporata, gustata con calma, come uno Chateau Lafite Rothschild '86 o un Sassicaia '85, per percepirne ogni sentore, gustare ogni piccola sfumatura, fermare a lungo il piacere su lingua e palato prima di farla scivolare dentro.
e alla fine magari, far sì che l'inebriante gradazione alteri solo di quel tanto le percezioni da perdere ogni freno e viverne al massimo l'intensità.
perchè in fondo si vive una sola volta, e qualcuno neppure una...
e poi in fondo la vita è bella...
anche se io preferisco le tette...
non l'abbandonerò.
la renderò partecipe di
di tutto ciò che ho.
la porterò lontano
per non lasciarla mai
e mi dirà ti voglio
per quello che mi dai...
perchè è questo in verità essere vivi, e io mi sento vivo, profondamente e incredibilmente vivo.
e se amo faccio tremare la terra come il più immane dei terremoti, squarcio i cieli più dell'ira invincibile di odino, e spingo la mia anima, il mio corpo fino nelle viscere dell'assoluto, e conducendoti con me sfioro l'infinito, così che noi si possa finalmente sentire, sentire profondamente anima e corpo uniti in estasi.
respirando finalmente a pieni polmoni, come reduci da un eterna apnea, e sognare ad occhi aperti, scoprire di vivere così ogni sogno, ogni desiderio, ogni più perversa e incredibile fantasia e travolgere l'essenza stessa dell'essere sorprendendoci costantemente.
edifico così una immane, altissima torre di passione, così che ali bianche e nere esplodano dalle nostre schiene per innalzarci oltre gli dei, oltre i loro sogni e pensieri.
perchè io amo senza freni, senza limiti, perchè quale limite può mai esistere se i sensi ci scuotono, ci gettano ovunque come foglie impazzite nel turbine senza difese, e l'unica via è camminare insieme, un passo dopo l'altro, fino a giungere e oltrepassare perfino il sublime.
"...e così la mia anima si riversa nella tua carne distesa per uscire da te più buona, il cuore si spande,si stira come una pantera e la mia vita, ridotta a schegge si annoda a te come alla luce delle stelle..."
e soprattutto quando amo, non mi limito a guardare gli occhi, il sorriso, le mani...
sarebbe come comprare playboy e leggere l'articolo di fondo...
e riapriamo le ali
c'è un volo molto speciale
non torna domani
respiro nel tuo respiro
e ti tengo le mani
qui non ci vede nessuno
siam troppo vicini
troppo veri...
sicchè quasi tutto in verità sarebbe leggibile e nasconderebbe sottili implicazioni, ogni evento, anche il più banale; ogni configurazione, ogni immagine, ogni incontro, anche il più casuale.
e in questi ultimi giorni mi sembra di aver iniziato veramente a comprendere alcune sillabe del segreto linguaggio in cui sono celati questi segni, e ciò che mi viene detto, persino urlato da tutto ciò che mi circonda è: ora! corri! ama! rischia! cambia! vivi!
quindi dovrei decisamente aspirare forte la maggior quantità di aria possibile e decidermi a salire su quella altissima piattaforma, che si staglia sul mare agitato e poi, chiusi gli occhi, spiccare un lungo splendido incredibile balzo.
un infinito tuffo verso il vuoto, verso il mare della passionalità, del vivere, e verso tutto ciò che si trova oltre, nuove emozioni e scoperte...
e speriamo solo che non ci siano le rocce giusto sotto il pelo dell'acqua...
con baci che non conosco ogni notte stupiscimi
e se alle volte poi cado ti prego sorreggimi, aiutami
a capire le cose del mondo
e parlami, di più di te, io mi do a te... completamente
in fondo cosa sarebbe la vita senza le sorprese, senza il piacere di stupirsi ogni giorno di qualcosa, senza qualcosa che modifichi le percezioni e sovverta un pò l'ordine naturale delle cose.
certo, qualche volta la deliziosa fata del caos si diverte a punzecchiare con le sue sorprese, a instillare nuove emozioni, nuove passioni e soprattutto nuovi desideri.
e la curiosità si innalza verso vette mai raggiunte prima, e una delle cose più sorprendenti è certamente scoprire empatia.
che non a caso deriva dal greco empátheia, cioè passione!
perchè in fondo tutto ciò che deriva da una forte empatia non può non mutare appunto in passione.
una fortissima passione che tinge dei propri colori tutto ciò che tocca, cercando di vivere tutte le infinite sfumature possibili.
e così io cerco di vivere il più possibile la vita come fosse una costante e continua sorpresa, come se ogni momento dovesse accadere qualcosa di nuovo e inaspettato, di meraviglioso e incredibile.
perchè prima o poi accade davvero, e ti travolge con la sua sorpresa, e la sua passione.
anche se la filosofia ci insegna che solo due cose ci coglieranno sempre veramente di sorpresa.
l'amore e la morte.
anzi per la precisione tre...
l'amore, la morte e i congiuntivi di biscardi...
entra in questo amore buio,
non perderti per niente al mondo...
il gioco dell'amore, della lussuria, della passione e della complicità è il solo gioco che vale davvero la pena vivere in modo totale, assoluto, intenso e irrefrenabile.
perchè come la vita stessa è ciò che dona le emozioni più assolute, più intense, possenti e indimenticabili.
perchè se non hai veramente amato, non hai vissutodavvero interamente una persona, rubando e donando insieme ogni pensiero, vivendo ogni desiderio, ogni fantasia in modo assolutamente complice e liberatorio non hai veramente vissuto.
e poi si tratta di un gioco anche perchè non esistono in fondo delle regole ferree, ma tutto è così estremamente mutevole, quasi un ordinato caos, che si miscela, si compone e scompone in un'infinita combinazione di aria, di emozione, di empatia, di complicità.
sensazioni che hanno a volte del magico, dell'incredibile.
è in fondo come creare dal nulla un cocktail, un'esotica, incredibile, irresistibile bevanda inebriante con una segreta, unica ricetta per ogni persona.
e la sola cosa che resta in fondo da fare è assaggiare, assaporare e quindi scoprire quanto piaccia davvero ad ognuno il colore, il profumo, il sapore dell'altro cocktail, per poterli unire in una nuova e ancora più inebriante bevuta.
certo il rischio di un'ubriacatura estrema è elevato, e insieme molto piacevole, perchè nulla è più dolce e esaltante di ubriacarsi veramente di qualcuno, di entrare così profondamente nel suo sangue da inebriarne i sensi, i pensieri e le passioni.
certo però è che dopo ore di tali cocktail di passioni, occorre stare poi molto attenti agli autovelox...
soprattutto se lei è vestita da poliziotta, perchè se vieni troppo in fretta minimo ti toglie 5 punti dalla patente...
e molto spesso mi chiedo se riesco effettivamente a scrivere tutto ciò che realmente penso, o se ci riuscirò mai, e anche se riuscirò a ricordarmi tutto quello che sto pensando e ho pensato per il futuro.
la distanza tra il pensare e lo scrivere a volte, spesso, è incolmabile.
capitano volte in cui mi chiedo persino se condivido davvero tutto quello che penso o se lo penso solamente.
poi mi consolo dalle mie contraddizioni ricordando le parole di Corneille: "nel mondo immutabile e leggero costanza è spesso il variar pensiero..."
perchè in fondo i pensieri sono come le ombre delle nostre sensazioni, sempre più oscuri, più vani, più semplici di queste.
e trasformarli in parole spesso li muta inesorabilmente, rendendoli sottilmente differenti, mediandoli con grammatica, retorica e svolazzi letterari.
perchè In fondo le parole volano sì sempre in alto, ma se i pensieri restano a terra sono perdute, spazzate via come palloncini nel vento.
le parole senza pensiero non vanno mai in paradiso...
certo in fondo però pensare ha la sua importanza....
è ciò che distingue l'uomo dalle lenticchie...
you'll stay in my heart
and i will love you
l'illustre assente è l'amore.
certo quando mi guardo allo specchio, ogni mattina, mi viene da chiedermi cosa voglio, cosa voglio veramente, non i mille desideri che spesso passano per la mente, ma cosa veramente mi può rendere felice.
e mi rendo conto che in fondo tutto ciò che voglio veramente è una compagna, una donna, che sia in se bimba e sapiente, che che sia coraggiosa ma anche fragile, che abbia il coraggio di dirmi tutto ciò che pensa, che desidera guardandomi negli occhi e che abbia sempre voglia di ridere, scherzare e giocare con me...
che voglia essere protetta, amata, che sia convinta che tra le mie braccia possa trovare mille nuovi mondi da scoprire, e non se ne stanchi mai, che adori la mia dolcezza, la mia pazzia e il malizioso demone tentatore che vive dentro di me.
voglio che sia bella, bellissima ai miei occhi, e io l'adorerò come una dea, che abbia dentro di se lo stesso fuoco inesauribile che arde in me, che sia passionale, sfrenata, viziosa e insieme virginale, tenera, dolce e poi lasciva.
che sia mia complice in ogni pensiero o immaginazione.
che mi sappia accarezzare e graffiare, baciare appassionatamente e mordere, che sia completamente mia, si abbandoni ciecamente alle mie mani, ai miei pensieri e fantasie, e poi mi possieda come una dolce e crudele padrona, che sappia stuzzicarmi e farmi impazzire, per poi coccolarmi indefinitamente.
voglio che innalzi con me una torre di cristallo scarlatto dove comprenderci pienamente, lontani dallo stesso mondo esterno, dove mi scriva poesie, e si commuova per quelle che io scriverò a lei, dove tutto ciò che di più profondo e segreto che si nasconde in noi venga alla luce e ci completi.
voglio che sappia piangere e giocare ancora con le bambole, che canti quando è felice e che si metta a ballare senza ragione.
ma soprattutto voglio che sia pazza di me, che mi desideri senza freni, senza morale, senza ragione, senza inibizioni, lasciandosi andare, preda dell'istinto più puro, selvaggio e immorale.
voglio in fondo che sia la materia di cui sono composti i miei sogni.
certo speriamo non si materializzi proprio durante un incubo...
come quello recente in cui sogno una grande, immensa porta con una targa metallica lucente...
e io spingo, spingo con forza ma inutilmente, e sudo, mi dibatto, ma proprio non riesco ad aprirla...
che c'è scritto sulla targa?.
tirare...
la vacanza è stata piacevole, anche se stancante, per via delle numerose camminate, numerosi hammam e saune e soprattutto delle abbondanti libagioni e bevute.
e sono naturalmente tornato con parecchie bottiglie di ottimi vini valdostani nel capace bagagliaio, e in loco ne ho assaggiato veramente in quantità notevole, accompagnandolo con piatti tipici, davvero imperdibili.
e poi finchè c'è vino c'è speranza.
e il bello del vino è che poi per almeno un paio d'ore i tuoi problemi diventano di altri...
e che il viaggio non finisca mai
tutti con il posto finestrino
e sotto come va
fuori come va
anche quest'anno prevedo una settimana di assoluto relax a cogne, in un'hotel fantastico (questo qui), dotato di una spa da urlo, dove indulgere profondamente nel piacere di hammam, sauna, idromassaggio, abbondanti massaggi e magari anche un delizioso bagno nel vino caldo speziato.
certo non mi negherò anche qualche camminata tonificante, ma il programma è soprattutto improntato al relax e alla buona (anzi ottima) cucina, con qualche vino entusiasmante e magari anche qualche birra artigianale alla fromagerie accanto all'hotel.
perchè è proprio in questi luoghi di assoluta delizia che mi rendo conto di quanto io in fondo ami il lusso, e tutti quei piaceri, che seppur forse superflui, sono in fondo così decisamente indispensabili.
perchè io amo guardare alla vita come se fossi il capitano del Titanic...
forse non arriverò dove voglio andare, ma almeno ci vado in prima classe...
non serve coraggio o fatica
non serve colpirla nel cuore
perché la morte mai non muore.
e nonostante tutti in fondo si viva in una presunzione di immortalità, l'estrema nemica gioca con noi, rammentandoci ogni tanto della sua opprimente presenza.
ed è certo che sotto l'oscuro cappuccio, la morte ci sorride, e a noi non resta altro che sorriderle di rimando, e continuare a vivere la vita principale, perchè in verità noi tutti abbiano due vite, la prima, dell'anima, ci porta a sognare, fantasticare, guardare all'infinito, la seconda, del corpo e del quotidiano, che lentamente (si spera) ci conduce alla morte.
per questo occorre davvero succhiare il midollo stesso della vita, per non accorgersi in punto di morte di non aver vissuto.
perchè in fondo lei era già in attesa quando il primo essere vivente fu creato, e quando l'ultimo finirà, probabilmente metterà le sedie sui tavoli, spegnerà le luci e chiuderà a chiave l'universo prima di andarsene.
certo ora, per iniziare a tornare lo stesso postatore di sempre dovrei concludere con una battuta, eppure sento proprio di aver finito quelle in serbo...
potrei al limite iniziare con quelle in croato...
la mia mente perderà la sua forza,
il mio sangue il suo fuoco,
e, sconfitto dal male,
perirà anche il mio corpo,
ma in me esiste qualcosa che consumerà
il tormento del tempo
e vivrà quando sarò morto…”
prometeus - Lord Byron
ma hai avuto una vita piena e una morte decente, per quanto possa esserla mai.
e sono felice di essere stato accanto a te, tenendoti la mano quando è sucesso, in fondo tu eri lì, quando sono arrivato io, è giusto che io ci fossi quando sei partito tu.
e conserverò per sempre gli innumerevoli momenti piacevoli vissuti insieme.
come dimenticare quando da bambino, invece di favole mi raccontavi come un fantastico racconto di avventura l'iliade e l'odissea, e penso che la mia passione per quel genere di letteratura nasca proprio da quello, oppure quel tuo modo di essere sempre ironico, seppur in modo delicato, il sorriso sempre presente, il tuo modo di affrontare la vita con leggerezza, vivendo pienamente le tue passioni.
e anche un po' questo credo sia tua eredità, e ormai naturale in me.
e la moltitudine di persone, di amici presenti e visibilmente commossi è ulteriore dimostrazione di quanto tu abbia saputo farti voler bene, naturalmente, da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerti.
e finchè vivrà così il tuo ricordo in tutti quelli che ti hanno voluto bene parte di te sarà sempre qui.
sei stato un bravo papà, oserei dire un grande padre, e non si potrebbe assolutamente desiderarne uno migliore.
buona notte, dolce principe,
e canti e voli d'angeli ti accompagnino al tuo riposo"
e preda della noia di una domenica passata a ciondolare in casa da solo sono stato chissà come assalito da un dubbio.
una domanda che mai in verità mi aveva sfiorato prima, ma che ora incredibilmente lampeggia come un faro nella mente.
un amletico dubbio cui forse non potrò mai dare risposta esatta e che temo mi perseguiterà parecchiotto nei prossimi giorni.
ma i sette nani sono fratelli ???
questi sette curiosi personaggi, icona del solerte e buon minatore per ogni bambino, affetti da probabile microsomia, hanno tra loro un qualche legame di parentela?
e se sì quale esattamente?
sono fratelli? cugini? lontani affini?
solo colleghi di lavoro?
faranno percaso parte di una confraternita?
sono semplicemente soci in accomandita nell'affair miniera di diamanti?
la somiglianza tra molti dei loro nomi farebbe pensare ad una parentela (terminano tutti in "olo" tranne uno) e pure il comune abbigliamento (uguale cappa con cappuccio, solo di diversi colori).
voi sagaci e sapienti lettori, che siete indubitabilmente persone di alta cultura, ditemi la verità.
sono oltremodo graditi anche eventuali commenti e suggerimenti da parte dei diretti interessati, se tra un diamante e l'altro per caso passassero da queste parti..
anche perchè ora, così preso dal dubbio mi sento proprio come il nano confuso...
brancolo...
che ti accarezza la testa quando sei triste e stanco:
una mamma enorme, una mamma in bianco
ora l'acqua tiepida scroscia dall'alto sulla candida pelle.
la mano sfiora la spalla e il collo, sensibile, troppo sensibile, dando sollievo e insieme brividi alla schiena stanca, come con un lieve e prolungato massaggio.
il profumo aumenta di intensità mentre gli occhi si chiudono immaginando deserte isole tropicali, profumi di spezie, sole e sabbia.
poi le mie mani iniziano un movimento più forte, più vorticoso tra la schiuma premendo, massaggiando e accarezzando la pelle.
una mano sfiora il mio viso mentre la cascata d'acqua scorre sui miei occhi chiusi, sognanti, scivolando lungo i sottili chiari baffi e scendendo lungo il pizzetto e giù, fino al collo, portando via come un'onda di piena la bianca spuma alla cannella che ricopre il nudo e bagnato corpo.
Infine ogni traccia è svanita, e resta solo il profumo e il rumore dell'acqua che scorre.
un sospiro, allungo la mano, chiudo il rubinetto, e nudo, bagnato e solo esco dalla doccia.
e come spesso mi capita, avvolgendomi nella soffice calda spunga dell'asciugamano mi chiedo...
come mai paperino, che non ha mai indossato i pantaloni, quando esce dalla doccia si mette l'asciugamano sui fianchi?
CHI SONO
PENSIERO
Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza e in profondità, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e rasoterra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.
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