.::Arian Alarch::.

Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?



 

marzo 31 2008

 

ho perso le parole
oppure sono loro che perdono me

questo luogo, come molti altri nella vita, vive esclusivamente di parole, sono la sua essenza e la sua stessa ragione di essere, le parole e ciò che esprimono, quello che rappresentano e dicono.
e quanti tipi di parole esistono, dai giochi di parole, alle mitiche e fiabesche parole magiche, che potevano schiudere mondi meravigliosi, ora tramutatesi in più prosaiche password o parole chiave, parole facili, parole difficili, parole scritte e parole dette, a volte persino solo immaginate.
è importante anche il sapore delle parole, quel gusto dolce o amaro che assumono, e che varia a seconda di come o quando le pronunciamo, le ascoltiamo, le leggiamo, le scriviamo e ce le ricordiamo.
ed è fondamentale ciò che sta dentro e dietro le parole, che devono sempre essere accompagnate dai pensieri.
le parole volano sempre in alto, ma se i pensieri restano a terra sono perdute come palloncini nel vento.
le parole senza pensiero non vanno mai in paradiso.
qunte volte si ricordano le parole esattamente con la musicalità della voce di chi le ha pronunciate, o addirittura si leggono come "sentendole" pronunciate dalla voce che desideriamo.
ora poi mentre scrivo continua a sussurrarmi nella mente la voce di Mina, che canta:
"parole, parole, paroleeeee.. soltanto parole... parole tra noi..."
E poi naturalmente c'è "la Parola" quella con la P maiuscola... che si trasmette senza nemmeno bisogno di usarle queste amate e a volte odiate parole, il cui sapore si può sentire profondamente chiudendo gli occhi, avvicinandosi sempre di più e unendo le labbra in un bacio.
che rappresenta l'istante che diventa eterno, la summa di tutto ciò di più intenso che si possa dire ad un'altra persona.
perchè se è vero che un bacio vale mille parole...
pensa scopare!...

Così parlò Calibano alle | 11:17 | commenti (9)



 

marzo 25 2008

 

mi capita a volte, come oggi, in cerca di un idea, un pensiero da cui partire, di rimettermi a leggere cose vecchie, anche di mesi o anni, ed è qualcosa di davvero incredibile, e chiunque abbia un blog, lo comprende certamente.
rileggere molte emozioni, pensieri passati, e magari anche i commenti, ti riporta alla mente in modo così limpido, così intenso certi ricordi e tutte le emozioni e sentimenti ad essi legati.
ed è notevole i nquesto la capacità del blog di non farti perdere pezzi, anche importanti di vita, che altrimente avresti dimenticato e rimosso più facilmente.
e onestamente capita che io mi perda davvero nel rileggermi, anche se è certo una forma di narcisismo, ma adoro il piacere che provo nel rileggermi (o rileggere chi mi ha emozionato) e riprovare i pensieri stimolati da molte risposte e commenti.
ed è quasi incredibile quale immenso concentrato di emozioni forti, vive, vere può riuscire a condensare un blog.
resta però alla fine, dopo molta rilettura, la constatazione che oggi ho una profonda e intensa voglia di amore, di darne, riceverne, e soprattutto farne tanto...
anche perchè non sono certo come quel mio amico pigro, ma pigro, ma così pigro...
che invece di fare l'amore lo comprava già fatto...

Così parlò Calibano alle | 14:00 | commenti (14)



 

marzo 21 2008

 

ed eccoci giungere a pasqua, e naturalmente faccio i miei auguri a tutti voi che con mia immensa gioia passate sempre di qui, regalandomi in fondo momenti di piacere e serenità quotidiani, quindi un bacio a tutti voi, persino agli eventuali uomini, massì che è pasqua e festeggiamo.
e per degnamente festeggiare, come di consueto mi sono regalato un gigantesco uovo nocciolato lindt, la cui scioglievolezza mi allevierà da ogni pensiero o eventuale tormento per diversi giorni.
perchè sicuramente il piacere di mordicchiare, assaporare, gustare a fondo un bel pezzo di cioccolata fondente ricoperta di nocciole è secondo solo a quello di provare le stesse sensazioni con il collo, e le molteplici altre sensibilissime parti del corpo di un'eccitata e vogliosa fanciulla.
però al momento mi accontenterò dell'uovo lindt, che certamente conterrà la solita tremenda e inutile sorpresa, anche se ogni volta in cui mi trovo sul punto di spezzarlo, di schiudere quel dolce e goloso involucro, per un attimo mi chiedo sempre cosa vorrei mai veramente trovare al suo interno.
e inevitabilmente troppi pensieri si accavallano nella mente senza assumere in fondo una compiutezza precisa, troppi sogni, troppi desideri che si accalcano come anime in pena ansiose di oltrepassare l'oblio per giungere a compimento.
certo è sempre presente anche quella malefica vocina che dice che il cioccolato fa male, ingrassa, ed è solo un surrogato del piacere e della felicità.
e poi pare che la cioccolata sostituisca il sesso in molte funzioni chimiche cerebrali....
non sapevo di aver fatto sesso così tanto e così spesso...

Così parlò Calibano alle | 13:53 | commenti (8)



 

marzo 17 2008

 

onda, su onda, il mare mi porterà
alla deriva, in balia di una sorte
bizzarra e cattiva.

oggi mi ritrovo a pensare al mare, visto che l'ho sognato nuovamente questa notte, ed è certo uno dei miei sogni più ricorrenti, anche se in veritàquasi sempre differente nel contenuto.
e mi ritrovo a pensare alle maree, al loro potenziale distruttivo ma anche al loro significato simbolico...
perchè in fondo passioni, emozioni, sensazioni e sentimenti sono un pò come una marea, vanno e vengono, continuamente in un flusso incessante.
e come accade con la marea, arriva sempre un'onda, a volte pigra, lunga e lenta, a volte impetuosa, spumeggiante e potente, che cancella tutti i segni sulla sabbia, rendendola nuovamente liscia, aperta. libera fino a che nuove impronte non vi resteranno impresse. fino alla successiva onda.
e come accade alla marea i sensi ed il cuore sono soggetti al movimento della luna, di un corpo celeste (a volte celestiale) che attira e respinge, attira e respinge, come in una danza rituale, che appare sempre uguale ma in realtà ogni volta assume sfumature e significati differenti.
e come la luna, al termine della marea ci si ritrova sempre soli, persi nella vastità del nero cosmo, e guidati dalla sola luce di una stella che in quel momento appare più brillante e luminosa delle altre si viene attratti verso un nuovo moto di marea.
e l'unica frase che viene in mente in quei momenti, è quella che pronunciò urlando solenne l'ultimo dei mohicani...
aspettatemi!!!

Così parlò Calibano alle | 10:33 | commenti (10)



 

marzo 12 2008

 

spesso non ci si sofferma abbastanza ad osservare i colori, la loro essenza, ciò che per la mente rappresentano, noi li identifichiamo con un nome, ma come diceva giulietta cos'è un nome? una rosa profumerebbe meno se la si identificasse con un altro nome?
senza contare poi le infinite sfumature che il mondo ci presenta, così innumerevoli da non poter essere veramente identificate con un nome, si può al massimo andarci vicino, ma mai cogliere l'esatta sfumatura.
ricordo ancora adesso, comicamente, alcune identificazioni di colori che faceva paperino in un vecchissimo topolino, il mitico color "foglia di platano appassita ma non del tutto secca", o il fantastico "verde palude al tramonto ma non del tutto sera"!
ma come sempre sto farneticando, quello di cui volevo scrivere (almeno quando ho iniziato) era non proprio riguardo al colore in se, ma al cosiddetto "contrasto".
il contrasto è identificabile come l'incontro, l'unione intima di due tonalità differenti, che fondendosi eliminano la piattezza cromatica di una composizione, trasformandosi in qualcosa di nuovo e unico.
e io mi rendo conto in fondo di amare tremendamente i contrasti, anche perchè non sono altro che lo specchio evidente della nostra interiorità, l'essere umano vive di contrasti o contraddizioni, e queste in fondo non dovrebbero avere quella valenza negativa cui molti le associan..
perchè sì, io spesso mi contraddico, ma è perchè sono grande e contengo moltitudini in me.
in me ho numerosissimi pensieri, che come fossero colori di base mutano poi in infiniti contrasti, che perdendo la loro essenza originaria non sono più una combinazione errata o incomprensibile di pensieri, ma diventano componenti di una bellezza concreta, mutevoli e per questo ancora più unici da scoprire giorno per giorno.

tonalità diverse che si scontrano, si intersecano in una continua danza di sentimenti, un ballo di cui io ne sono felice spettatore... insieme a chi assume la desiderabile iniziativa di colgiere un biglietto virtuale e assistere allo spettacolo.
e così i miei colori, blu e oro, nero, rosso e argento mutano fuori e dentro di me, come fossero anche loro umani, viventi di propria esistenza e io imparo ogni giorno a convivere con loro, splendidamente umano nelle mie contraddizioni, senza le quali, risuleterei in fondo piatto e monotono.
e la seta dei pensieri, il mio velluto delle emozioni diventa infinito, multicolore.
e lo amo sempre di più.
qualcuno forse ora si chiederà se non penso un pò troppo...
ma in fondo pensare è importante, è ciò che distingue l'uomo dalle lenticchie...

Così parlò Calibano alle | 13:31 | commenti (5)



 

marzo 8 2008

 

ed eccoci giunti ancora all'otto marzo, già rinomato come festa della donna.
certo non ho mai amato le feste commerciali come questa (o san valentino per esempio) quel sottile, viscerale obbligo di mimosare tutti gli esseri di sesso femminile che ti passano di fronte, quasi a voler farsi perdonare un anno di angherie.
io adoro i fiori, e credo che dopo i libri (e magari vino o cioccolatini) siano uno dei regali più intimi, piacevoli e significativi, ma hanno un senso più che altro quando sono un sorprendente istinto improvviso, se diventa un obbligo sociale, oltretutto atteso e risaputo, si perde tutta la poesia che possono esprimere.
nonostante questo, mi unirò alla lieve banalità del giorno per un dolce augurio a tutte voi donne che passerete di qui, però sarò me stesso fino in fondo, e lascerò, non un rametto di gialli pallini lievemente maleodoranti (la mimosa in onestà non è la mia passione, soprattutto da molto vicino) ma un bacio, lungo profondo e appassionato.
e per chi inspiegabilmente non lo gradirà, mio malgrado offro solo un amichevole, fraterno abbraccio.
perchè in fondo voi donne siete veramente dei diavoli, diavoli senza i quali però la vita sarebbe un vero inferno.
ed è proprio dagli occhi delle donne che derivo la mia dottrina, essi brillano ancora del vero fuoco di prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, le emozioni che mostrano, contengono e nutrono il mondo,
e come scrisse baudelaire, da satana o da dio, cosa importa? angelo o sirena, cosa importa? rendete meno schifoso l' universo e meno pesante ogni momento.
poi, e lo so direttamente da fonte biblica, la donna ha assaggiato il frutto proibito giusto dieci minuti prima che lo facesse l'uomo, e ha purtroppo mantenuto sempre questi dieci minuti di vantaggio.
il fatto poi che senza quell'assaggio forse saremmo tutti immortali e accomodati nel paradiso terrestre...
è solo un piccolo dettaglio...

Così parlò Calibano alle | 10:35 | commenti (6)

 


CHI SONO


Sono padrone... sono schiavo...
sono ovunque e non sono da nessuna parte...
io sono l'architetto dei fiumi di porpora...


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PENSIERO

Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza e in profondità, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e rasoterra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.


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