.::Arian Alarch::.
Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
gennaio 12 2008
io senza di te mi lascio cadere periodicamente mi capita di pensare al tempo, anche perchè in fondo è il fuoco dentro al quale bruciamo.
Così parlò Calibano alle |
17:36 | commenti (16)
perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?
mi lascio cadere nei giorni
del duemila che verranno
in tutte queste cose che
accadranno perché io senza
di te sono neve al sole sono
neve al sole amo la tua follia
e mentre brucio frammenti del mio tempo scrivendo mi accorgo che scrivere è il tempo.
che ogni parola a sinistra di ciò che scrivo (o che state leggendo) è passato, e che lo spazio bianco a destra, la prossima parola che apparirà è il futuro, e il presente è solo il dito che si appoggia con il suo caratteristico schiocco sulla tastiera, o a volte, sempre più raramente, la punta della penna che lascia la sua micromacchia di inchiostro sul foglio.
è che il presente, smette ogni istante di essere se stesso divenendo immediatamento altro, forse per questo scrivere diventa un atto intrinsecamente malinconico, un tentativo vano di trattenere, fermare nel presente ciò che sta inesorabilmente scivolando nel passato.
per questo forse tendo a guardare a sinistra per ricordare e a destra per sognare, per progettare, e giornate come questa, in cui ogni tipo di precipitazione atmosferica è passata sulla mia testa, dalla grandine di stamane, alla pioggia, poi la neve e ora ancora pioggia, tendono a farmi pensare immancabilmente al futuro, al tempo che scorre come l'acqua nei rigagnoli gelati che lambivano le mie scarpe camminando verso il negozio.
oltre tutto tra soli dieci giorni è nuovamente il mio compleanno, e ogni volta pare sia passato più in fretta l'anno che è trascorso dall'ultimo, sono ormai 42, e il cono superiore della mia clessidra contiene sempre meno sabbia, mentre sotto si accumula un mucchio sempre più grande e alto.
certo è vero che i compleanni sono una buona cosa, le statistiche dimostrano inequivocabilmente che le persone che ne hanno di più vivono più a lungo.
e quindi l'unica cosa da fare è sempre guardare al futuro.
e che dire del mio futuro?
beh guardo nella mia palla di vetro e dico...
tho! ho un testicolo artificiale!
CHI SONO
PENSIERO
Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza e in profondità, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e rasoterra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.
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