.::Arian Alarch::.
Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
febbraio 14 2008
perchè io senza di te suvvia brindiamo, oggi è san valentino, l'associazione commercianti e fiorai l'hanno fatto diventare la cosiddetta festa del regalo tra cosiddetti innamorati, in realtà chi è innamorato davvero non perde mai occasione per scambiarsi regali, che siano pensieri, baci, abbracci inaspettati o anche piccoli e grandi doni più o meno inutili ma sempre ricevuti e donati con il piacere negli occhi, e tutto questo a prescindere dalla giornata in cui avviene.
Così parlò Calibano alle |
13:25 | commenti (7)
perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?
sono neve al sole
sono neve al sole
chi invece innamorato non è affatto coglie in questo giorno un malevolo obbligo di spesa, si lambicca il cervello che comprare qualcosa che non interessa e che spesso non darà alcun piacere a chi lo riceverà.
oggi vorrei essere di fronte ad un camino acceso, magari in montagna, isolarmi dal mondo e pensare, osservando le fiamme contorcersi e balzare sui ciocchi di legno, sentire il calore ardere sulla pelle, e come sottofondo una lieve musica, che accompagni appena la mente e i suoi voli... che non copra il rumore del fuoco, ma lo completi, lo accompagni in una personale melodia, e in mano un ampio, cristallino calice di vino rosso corposo, per solleticare vista, gusto, tatto e olfatto.
restare così, magari nudo, primitivamente spogliato di tutto il superfluo, entrando in stretto contatto con me stesso, con l'intimità profonda
e pensare.
e chissà, magari udire infine dei lievi passi dietro, il live fruscio di nudi piedi femminili sul legno, due braccia sottili e delicate che mi abbracciano dietro, il tenue profumo di lunghi capelli che invade i sensi, e il lieve sentore di baci che si poggiano sul collo.
tutto senza parole, assolutamente senza nessuna parola...
perchè quando si ama, si desidera davvero le parole non servono...
come disse il pesciolino alla pesciolina...
CHI SONO
PENSIERO
Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza e in profondità, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e rasoterra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.
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