.::Arian Alarch::.
Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
aprile 7 2008
"suppongo che il sognatore sembri sempre ridicolo a chi per sentire il profumo di un fiore debba tenerlo in mano"
Così parlò Calibano alle |
11:51 | commenti (9)
perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?
questa frase, che ho letto in un blog (davvero affascinante) mi fa riflettere sul fatto che io riesco davvero a sentire il profumo, vedere il colore, assaporare il gusto o il tatto anche solo con la mente e la fantasia.
quindi che io sia un sognatore?
in verità credo proprio di sì, ma decisamente preferisco essere un sognatore fra i più umili, immaginando quel che avverrà, piuttosto che essere signore fra coloro che non hanno sogni e desideri.
è poi innegabile che gran parte dei nostri sogni li viviamo con assai maggiore intensità della nostra esistenza da svegli, come scrise così splendidamente Dannunzio:
"quel che non fu fatto lo sognai, e tanto fu l'ardore che il sogno eguagliò l'atto."
perchè in fondo chi ha paura di sognare è destinato a morire lentamente, e non si deve mai limitare l'ardire dei sogni, perchè in realtà a volte i sogni poi si avverano.
anche perchè se non accadesse la natura non ci inciterebbe così a farne, quindi via, spazioa alla fantasia che poi in fondo non è che il sogno di Adamo, il quale poi però si destò e scoprì che era la verità.
i padri antichi del pensiero e della ragione ci dissero: penso, quindi sono.
ma la madre oscura nascosta nel nostro animo sussurra nei nostri sogni: sento, dunque posso essere libera.
e poi io sogno spesso, esageratamente, anche di giorno e ad occhi aperti perchè se rifiuti il sogno ti resta solo da masturbarti con la realtà.
ed è una realtà anche che ci sono diverse donne che vorrebbero sognare insieme ad un uomo, anche senza necessariamente andarci a letto.
occorre quindi far loro presente con decisione l'inattuabilità di questo proposito.
ma occorre anche stare attenti ai sogni, per esempio stanotte ho sognato di essere le mutande di sharon stone.
un incubo!
sempre chiuso in quel maledetto cassetto!
CHI SONO
PENSIERO
Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza e in profondità, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e rasoterra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.
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