.::Arian Alarch::.
Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
aprile 8 2008
io sono curioso, estremamente, voracemente e incessantemente curioso, e questo mi ha sempre condotto a provare, assaggiare tutto (o quasi) della vita, e spesso a perseverare, perchè non sempre le prime volte sono il massimo, ma se non sei abbastanza curioso da riprovare rischi di lasciarti sfuggire i migliori piaceri della vita..
Così parlò Calibano alle |
18:57 | commenti (21)
perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?
la prima volta che ho assaggiato un'ostrica non mi ha fatto impazzire, eppure ora apprezzo vivamente il piacere di un piatto di ostriche accompagnato da un calice di cristall.
la prima volta in cui ho fatto l'amore ero notevolmente imbranato, eppure ne ho scoperto subito le immense potenzialità e mi sono applicato il più possibile.
la prima volta che ho letto una poesia l'ho trovata una forma artistica assurda, poi ho piano piano imparato ad amarne il modo di esprimere le emozioni, la sua assoluta passionalità.
la prima volta che ho sentito una lingua tra le labbra l'ho trovata umidiccia e poco esaltante, ora credo che nulla possa valere un bacio appassionato e profondo.
la prima volta in cui ho bevuto una birra l'ho trovata amara e acquosa, adesso amo gustarne le più ricercate varianti.
la prima volta in cui ho scritto su questo blog mi sono sentito abbastanza ridicolo e pensavo sarebbe durato ben poco, e ora seppur a volte ancora ridicolo sono quasi 5 anni che passo di qui.
la prima volta in cui ho provato a stirarmi un paio di jeans, beh ho ancora la cicatrice su un braccio, ma prima o poi riproverò.
la prima volta in cui ho sofferto per amore mi son detto mai più, per fortuna ho presto mutato opinione.
la prima volta che ho pestato una merda...
ecco da quella volta non mi è proprio più venuto in mente di ripasseggiarci sopra di nuovo...
CHI SONO
PENSIERO
Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza e in profondità, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e rasoterra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.
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