.::Arian Alarch::.
Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
aprile 12 2008
i walk this empty street mi capita spesso di recente di sognare città, città strane, imperscrutabili che crescono e si dilatano nel sogno come caseggiati immensi di simcity.
Così parlò Calibano alle |
14:36 | commenti (17)
perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?
on the boulevard of broken dreams
where the city sleeps
and I'm the only one and I walk alone
a volte sono metropoli oscure, piovose e umide, così simili ai meandri di blade runner, dove io, forestiero, mi aggiro come perduto, anche se sembra sempre di avere in realtà una meta, un luogo da raggiungere.
a volte così chiare e luminose da far male agli occhi, e capita che la luce nasconda molto di più di ciò che cela il buio in altre.
e ogni qualvolta incontro creature femminili, e mi ritrovo come dubbioso, incerto tra due donne, ne giunge sempre una terza.
città dove le molte donne hanno denti bianchissimi e un sorriso ironico e sensuale, e soprattutto mi guardano sempre dritto negli occhi, sempre lì, nel profondo della pupilla, come potessero leggere ogni cosa nascosta nelle profondità dell'anima...
città dei molteplici scambi, fatte di racconti sussurrati reciprocamente all'orecchio, o a volte urlati alla folla lungo neri viali di infinita lunghezza.
dove ci si scambia la memoria, i ricordi tra viandanti per cercare qualche frammento nuovo, una nuova emozione da cullare e stringere.
città aguzze di palazzi di vetro, costruite, edificate con fondamenta di desideri e di paure, come vere trappole per sogni, divoratrici di desideri e speranze.
città perdute e lussuriose, dove si consumano incessantemente famelici incontri, ardenti seduzioni, frenetici amplessi, disperate orge, senza che si scambi quasi mai una parola, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi per paura di vedere se stessi nello sguardo altrui.
nelle mie città dei sogni io spesso scappo, mi ritrovo a correre affannosamente, fuggo ma non so mai il perchè, nè verso dove.
certo è che faccio sogni strani...
ad esempio, ho sognato un verme battersi per farsi chiamare single e non solitario...
CHI SONO
PENSIERO
Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza e in profondità, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e rasoterra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.
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