.::Arian Alarch::.
Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
febbraio 9 2009
e senza fame e senza sete certe notti, e anche certi giorni bisogna proprio scrivere, scrivere, scrivere a volte per far passare il tempo, per fare gocciolare sulla carta i sentimenti, le sensazioni e le emozioni, per dare infine ritmo e colore al tempo... anche se in verità tutte quelle cose che scrivo spesso non sono poi così importanti o profonde, sono in fondo solo lettere, parole che giocano a rincorrersi nella mia testa e a furia di girare ogni tanto si scontrano formando insieme di senso apparentemente compiuto, fuoriuscendo così dalle mie dita (le due che hanno imparato a picchiettare) su questa tastiera, come fossi un piccolo schroder, con un pianoforte giocattolo a suonare emozioni.
Così parlò Calibano alle |
11:32 | commenti (7)
perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?
e senza ali e senza rete
voleremo via
eppure è diverso tempo che trascuro di scrivere qui.
certo ho da pochisismo terminato un nuovo racconto, "senza rete", che ho inserito nei link accanto, cui è dedicata anche la colonna sonora di uno stupèendo de gregori..
certo facebook sta ultimamente occupando molto del mio tempo computer, sempre troppo esiguo per tutto ciò che vorrei fare.
certo ultimamente la voglia di scrivere, l'ispirazione sta tornando e ho altri due racconti in divenire e sempre poco tempo per dedicarmi ad essi
ma cercherò di fare come sempre tutto, o quasi, e non perdere troppo di vista questo mio piccolo nascosto luogo di pensieri.
e continuare a scrivere...
anche perchè a volte posso avere una prosa così graffiante...
che riconosco i miei lettori dai segni rossi sulla faccia...
CHI SONO
PENSIERO
Andai nei boschi perchè desideravo vivere con saggezza e in profondità, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e rasoterra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.
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